Due o più squadre possono avere gli stessi punti, ma occupare posizioni diverse. Il solo punteggio, infatti, non basta a determinare l’ordine della graduatoria quando si verifica una situazione di parità.
In breve: niente spareggio per i piazzamenti ordinari; spareggio solo per titolo e confine salvezza-retrocessione.
La distinzione fondamentale è questa: la maggior parte delle parità viene risolta attraverso criteri di classifica precisi, mentre per l’assegnazione dello Scudetto e per la retrocessione è previsto un trattamento speciale. Confondere questi due piani porta all’errore più comune, cioè pensare che ogni arrivo a pari punti comporti uno spareggio.
Non è così. Per un posto assegnato secondo i criteri di qualificazione alle coppe europee o per qualsiasi posizione ordinaria entrano in gioco gli scontri diretti, la differenza reti e gli altri criteri successivi. Lo spareggio riguarda invece i due estremi più pesanti della stagione: il titolo e la permanenza in Serie A.
Al 24 marzo 2026 il regolamento definitivo della Serie A 2026/27 non risulta ancora pubblicato: non esiste quindi un PDF ufficiale di quella stagione da citare. I criteri illustrati derivano dall’articolo 51, “Formazione delle classifiche”, delle Norme Organizzative Interne FIGC, nel testo vigente consultato il 24 marzo 2026. L’applicazione alla stagione 2026/27 dovrà essere verificata dopo la pubblicazione dei relativi comunicati ufficiali.
Come si ordina la Serie A quando due squadre hanno gli stessi punti
Quando due squadre chiudono a pari punti in una posizione che non assegna lo Scudetto e non determina direttamente una retrocessione, il primo riferimento è rappresentato dai punti conquistati negli scontri diretti. In sostanza, si costruisce un confronto interno tra le formazioni coinvolte.
Se anche i punti ottenuti negli incontri diretti sono identici, si considera la differenza reti negli scontri diretti. Non conta quindi soltanto un singolo risultato, come il netto successo della Roma a Lecce: pesa il bilancio complessivo dei gol segnati e subiti nel doppio confronto.
Qualora la parità resista, il regolamento passa ai dati dell’intero campionato. L’ordine dei criteri è il seguente:
- punti ottenuti negli scontri diretti;
- differenza reti negli scontri diretti;
- differenza reti generale;
- maggior numero di gol segnati nell’intero campionato;
- sorteggio, se nessuno dei criteri precedenti separa le squadre.
Prima viene premiato il rendimento nel confronto diretto, poi la qualità espressa lungo tutta la stagione. Il sorteggio resta l’ultima soluzione possibile e non deve essere trattato come un criterio equivalente agli altri. È una via di uscita estrema nel caso in cui tutti i numeri utili risultino identici.
La classifica avulsa quando le squadre coinvolte sono tre o più
La situazione diventa più articolata quando a pari punti arrivano almeno tre squadre. In quel caso si utilizza la cosiddetta classifica avulsa, cioè una graduatoria limitata alle formazioni coinvolte nella parità. Le partite giocate contro tutte le altre squadre del campionato non entrano nel primo livello del confronto.
All’interno della classifica avulsa si considerano innanzitutto i punti raccolti negli scontri diretti tra le squadre interessate. Se serve un ulteriore criterio, viene valutata la differenza reti maturata negli stessi incontri. Solo dopo si passa alla differenza reti generale e al numero complessivo di gol segnati.
È un sistema più corretto del semplice ricorso alla differenza reti totale, perché misura chi abbia fatto meglio proprio contro le rivali con cui condivide il punteggio. Ha però un effetto che può sorprendere: una squadra con una migliore differenza reti complessiva può restare dietro a un’avversaria che l’ha preceduta nella graduatoria degli scontri diretti.
Come funziona la Serie A con più squadre a pari punti?
Non si confrontano le squadre due alla volta scegliendo arbitrariamente un duello. Viene creato un gruppo unico e si calcolano i risultati ottenuti negli scontri diretti tra tutte le formazioni coinvolte. Questa graduatoria interna serve a stabilire l’ordine o, nei casi in cui sia previsto uno spareggio, a individuare le squadre che devono disputarlo.
Il meccanismo è particolarmente importante quando la parità interessa una posizione europea. Un arrivo a pari punti per il quarto posto viene risolto attraverso la classifica avulsa e i criteri successivi, non organizzando automaticamente una partita supplementare. È una differenza sostanziale, perché il valore degli scontri diretti può cambiare il giudizio su un’intera stagione.
Come si assegna lo Scudetto in caso di parità
Se due squadre terminano il campionato in testa con gli stessi punti, lo Scudetto viene deciso da uno spareggio. La differenza reti non assegna direttamente il titolo e neppure il vantaggio negli scontri diretti basta, da solo, a proclamare la squadra campione.
La logica della norma sembra essere quella di evitare che il titolo venga deciso dai gol segnati contro avversarie diverse, quindi in partite e contesti non direttamente confrontabili.
Se le squadre appaiate al primo posto sono più di due, la classifica avulsa assume una funzione preliminare: serve a individuare le due formazioni che accederanno allo spareggio per il titolo. Non si disputa quindi un torneo separato tra tutte le squadre a pari punti.
Lo spareggio si risolve in gara unica. Se il risultato resta in equilibrio al termine dei tempi regolamentari, la decisione arriva attraverso i calci di rigore, senza passare dai tempi supplementari, secondo la disciplina degli spareggi contenuta nell’articolo 51 delle Norme Organizzative Interne FIGC. I criteri di classifica non spariscono, ma cambiano funzione: non assegnano direttamente lo Scudetto.
Come funziona lo spareggio salvezza in Serie A?
La stessa logica speciale viene applicata al confine tra permanenza in Serie A e retrocessione. Lo spareggio salvezza si attiva in caso di parità di punti tra la quartultima e la terzultima classificata, cioè tra la squadra che occupa l’ultima posizione utile per restare in Serie A e la prima destinata alla retrocessione. La formulazione definitiva per il format 2026/27 dovrà essere confermata dal regolamento stagionale.
Anche in questo caso non basta confrontare la differenza reti generale per mandare direttamente una squadra in Serie B. Lo spareggio stabilisce sul campo quale formazione conserva la categoria e quale retrocede.
Quando le squadre coinvolte sono tre o più, la classifica avulsa serve a selezionare le due che devono affrontarsi. La graduatoria interna diventa quindi determinante: separa chi ottiene la salvezza senza giocare un’altra partita da chi deve passare attraverso il confronto decisivo.
Anche lo spareggio salvezza è previsto in gara unica e, in caso di parità dopo i tempi regolamentari, si procede ai rigori senza tempi supplementari, secondo la disciplina degli spareggi prevista dall’articolo 51 delle Norme Organizzative Interne FIGC.
Perché la classifica live può cambiare anche a punti invariati
Durante il campionato, soprattutto quando non sono stati completati tutti gli scontri diretti, l’ordine visualizzato può avere un carattere provvisorio. I criteri definitivi funzionano pienamente quando esistono tutti gli elementi necessari per applicarli. Per questo una graduatoria può cambiare volto anche se due squadre restano appaiate nel totale dei punti.
Finché non sono stati disputati tutti gli scontri diretti necessari, l’ordine mostrato non deve essere confuso con la graduatoria ufficiale finale della Lega Serie A.
Seguendo i risultati in tempo reale, la classifica di Serie A e il calendario si può capire come ogni scontro diretto incida due volte: assegna punti nell’immediato e può costruire il criterio che, mesi dopo, separerà squadre arrivate sullo stesso livello.
Verifica normativa a cura della redazione di DirettaSport24. Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026.