Squadre schierate a centrocampo in una notte europea, stadio pieno

Leggere la zona europea della Serie A come una semplice linea tracciata sotto una determinata posizione è comodo, ma spesso porta a conclusioni sbagliate. Il piazzamento in campionato resta il criterio principale, però la distribuzione definitiva dipende anche dalla Coppa Italia, dal rendimento europeo complessivo delle federazioni e dalle qualificazioni ottenute attraverso le competizioni UEFA.

Posizione della vincitrice di Coppa Italia Sesto posto Settimo posto
Già qualificata in Champions o Europa League Europa League Conference League
Nella posizione di campionato destinata alla Conference Europa League se coincide con la vincitrice; altrimenti secondo l’ordine della classifica Conference League per riassegnazione del posto liberato, secondo le norme nazionali applicabili
Fuori da tutte le posizioni europee Conference League Nessuna qualificazione ordinaria

La regola di partenza è chiara: le prime quattro classificate della Serie A accedono alla Champions League. Alle italiane spettano inoltre due posti in Europa League e uno in Conference League. Non significa, tuttavia, che questi ultimi tre biglietti corrispondano sempre alle stesse posizioni della classifica. È qui che entra in gioco la Coppa Italia.

La posizione delle squadre deve essere verificata sulla classifica di Serie A, con data e ora dell’ultimo aggiornamento indicate nella pagina. Anche conoscendo il funzionamento del calendario asimmetrico e il regolamento dei playoff di Serie B, una fotografia delle prime giornate non basta comunque ad attribuire un valore europeo stabile al sesto o al settimo posto: per farlo servono distacchi significativi e, soprattutto, un quadro più definito nelle coppe.

Quanti posti europei assegna normalmente la Serie A

Lo schema ordinario mette a disposizione delle squadre italiane sette qualificazioni europee complessive, distribuite tra le tre competizioni UEFA. Il quadro di base è questo:

  • le prime quattro della Serie A in Champions League;
  • la quinta classificata in Europa League;
  • la vincitrice della Coppa Italia in Europa League;
  • la migliore squadra non ancora qualificata in Conference League.

Con un European Performance Spot assegnato all’Italia, il quadro di base sale invece a otto qualificate complessive: cinque in Champions League, due in Europa League e una in Conference League. Il posto supplementare aumenta quindi di un’unità il numero delle italiane ammesse alle competizioni UEFA, salvo gli ulteriori diritti autonomi eventualmente ottenuti dalle detentrici dei trofei europei.

Alla data di accesso del 24 marzo 2026, i regolamenti UEFA, l’access list e il regolamento della Coppa Italia specifici per il 2026/27 non risultano ancora pubblicati in forma definitiva. La spiegazione è pertanto provvisoria e applica l’architettura prevista dal ciclo UEFA vigente, in attesa dei comunicati ufficiali FIGC, Lega Serie A e UEFA relativi alla nuova stagione.

Il principio dell’European Performance Spot è stabilito dall’articolo 3.03 dei Regulations of the UEFA Champions League 2025/26, pubblicati dalla UEFA e consultati il 24 marzo 2026: un posto aggiuntivo è attribuito a ciascuna delle due federazioni con il miglior coefficiente stagionale per club e va alla squadra immediatamente successiva nel campionato nazionale. Per la Coppa Italia, la regola ufficiale vigente assegna alla vincitrice l’accesso all’Europa League, secondo la voce riservata alla domestic cup winner nell’access list UEFA 2025/26, consultata il 24 marzo 2026; l’applicazione al 2026/27 dovrà essere confermata dal relativo regolamento della Coppa Italia e dall’access list della nuova stagione.

Se la vincitrice della Coppa Italia non ha ottenuto attraverso il campionato un posto europeo di livello almeno equivalente, utilizza il biglietto riservato alla coppa. In quel caso le qualificazioni non scivolano automaticamente tutte verso il basso.

Se invece la Coppa Italia viene vinta da una squadra già qualificata alla Champions o all’Europa League attraverso la Serie A, il posto europeo collegato al trofeo viene trasferito alla classifica. In questo scenario la sesta può entrare in Europa League e la settima può ottenere la Conference League. Se, per esempio, la vincitrice della coppa chiude terza, la sesta prende il secondo posto in Europa League e la settima accede alla Conference, fatti salvi eventuali posti UEFA aggiuntivi. È il motivo per cui una semifinale o una finale di Coppa Italia può cambiare la prospettiva anche di club che non sono più coinvolti nel torneo.

Perché il settimo posto non vale sempre la Conference League

Il settimo posto viene spesso chiamato “zona Conference”, ma la definizione è imprecisa. La settima classificata si qualifica soltanto quando la combinazione tra Serie A e Coppa Italia libera lo scorrimento necessario. Se il trofeo nazionale finisce a una squadra esterna a tutte le posizioni già utili, quella formazione occupa uno dei posti italiani in Europa League e, nello schema ordinario senza European Performance Spot, la più alta posizione di campionato successiva a qualificarsi è la sesta, destinata alla Conference League.

Un caso diverso riguarda la vincitrice della Coppa Italia che, attraverso il campionato, avrebbe diritto soltanto alla Conference. Quella squadra utilizza il posto di Europa League collegato alla coppa nazionale; il posto di Conference liberato nella distribuzione basata sulla Serie A viene quindi riassegnato secondo le norme nazionali applicabili, normalmente alla migliore classificata non ancora qualificata.

La regola editoriale da seguire è semplice: sesto e settimo posto non devono essere associati a una competizione fissa finché non sono noti la vincitrice della Coppa Italia e lo status dell’Italia nella corsa all’European Performance Spot.

Questa distinzione ha conseguenze anche sull’analisi delle giornate finali. Due squadre appaiate in classifica possono inseguire obiettivi diversi a seconda di chi ha vinto la coppa nazionale e di quali club siano già qualificati. I risultati dell’ultima giornata, da soli, non bastano a definire la destinazione europea.

Quando cinque squadre italiane vanno in Champions League

Le prime quattro non rappresentano sempre il limite massimo. In base al meccanismo UEFA vigente, le due federazioni con il miglior rendimento stagionale nelle competizioni UEFA ricevono ciascuna un European Performance Spot, assegnato alla squadra immediatamente successiva nella graduatoria nazionale e non ancora qualificata.

Se l’Italia ottiene quel posto attraverso il coefficiente previsto dalla UEFA, la quinta classificata della Serie A entra quindi in Champions. Non è un premio deciso dalla posizione storica del campionato italiano e non va dato per scontato a inizio stagione: dipende dai risultati complessivi prodotti dai club italiani nelle competizioni europee considerate.

La nostra posizione è netta: parlare stabilmente di “prime cinque in Champions” è scorretto finché il posto supplementare non è stato effettivamente conquistato. La base resta quella delle prime quattro; l’eventuale quinta partecipante nasce da un canale aggiuntivo.

Una quinta italiana in Champions elimina un altro posto europeo?

No: l’European Performance Spot è aggiuntivo. Nello schema di base porta le qualificate italiane da sette a otto e non cancella né il posto della vincitrice della Coppa Italia né quello previsto per la Conference League.

Esistono inoltre posti riservati alle vincitrici delle competizioni UEFA. Un club che conquista la Champions League o l’Europa League ottiene il diritto di accesso previsto dal regolamento della competizione. Se è già qualificato attraverso il campionato, quel diritto non viene automaticamente trasferito alla squadra italiana successiva in Serie A.

Il formato della Champions non cambia i criteri della Serie A

Il nuovo formato della Champions League prevede una fase campionato unica a 36 squadre, ma non modifica il principio con cui vengono assegnati i posti attraverso la Serie A. Allo stesso modo, le regole UEFA sui giocatori formati localmente riguardano la registrazione delle rose e non la qualificazione: la nazionalità dei calciatori non determina l’accesso del club alla competizione.

Il valore europeo delle posizioni resta condizionale

Finché la corsa al coefficiente stagionale resta aperta, la quinta posizione non può essere presentata automaticamente come un posto Champions. Nello stesso modo, prima che il percorso della Coppa Italia chiarisca chi utilizzerà il posto riservato alla vincitrice, sesta e settima conservano un valore condizionale.

Per la Serie A 2026/27, in attesa dei regolamenti definitivi, la base resta di quattro squadre in Champions e sette qualificate complessive. L’European Performance Spot porterebbe la quinta in Champions e il totale a otto; il sesto posto può valere Europa League o Conference, mentre il settimo diventa europeo soltanto quando la Coppa Italia o un posto UEFA aggiuntivo producono lo scorrimento necessario.