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Olimpia Milano, il ko di Belgrado rende concreto l’allarme difensivo

Giocatore di basket seduto sul parquet con l'asciugamano in testa dopo la sconfitta

I 29 punti subiti nell’ultimo quarto a Belgrado pesano più dei 17 segnati da Guduric e dei 17 di Peters. È da qui che leggo l’esordio europeo dell’Olimpia: la Supercoppa aveva già acceso un allarme sulla capacità di conservare il controllo della partita, il Partizan ha esposto un problema di tenuta difensiva. Le due gare giustificano una preoccupazione sulla continuità, senza dimostrare una causa tattica comune. Il trofeo resta un merito. Non può però diventare un argomento per minimizzare ciò che è successo subito dopo.

Il punto di Andrea · dopo il fischio finale

Trento ha espugnato il PalaBigi in volata: Olivari ha messo i punti, i liberi e i rimbalzi hanno tenuto Reggio a distanza quando Barford spingeva.

Andrea Bellini · Serie A di basket, EuroLeague, NBA, analisi delle partite e rendimento dei giocatori.

Sky Sport e ANSA riportano il 92-76 incassato da Milano contro il Partizan, con il cedimento nell’ultima frazione. Il precedente arriva dal racconto della Supercoppa pubblicato da Sky Sport, Corriere dello Sport, Reyer.it e RealOlimpiaMilano: contro Venezia, l’Olimpia aveva raggiunto un vantaggio di 19 punti nel primo tempo, prima di essere rimontata e dover vincere 94-87 ai supplementari. Due esiti opposti, ma una domanda comune: quanto controllo conserva Milano quando l’avversario cambia l’inerzia?

La Supercoppa non era stata soltanto una festa

La vittoria su Venezia conteneva qualità vere. Leandro Bolmaro aveva portato la finale al supplementare con due liberi, dopo che la Reyer era riuscita a mettere la testa avanti di due punti nel finale dei regolamentari. Moses Wright, premiato come MVP, aveva chiuso con 23 punti; Bolmaro ne aveva aggiunti 17 e Guduric 15. Milano aveva trovato risposte individuali e lucidità nei possessi che decidevano il titolo.

Quella reazione ha un peso concreto. Una squadra capace di recuperare una finale che le sta scappando ha risorse competitive. La Supercoppa conquistata da Milano è un risultato importante anche per Peppe Poeta: la critica deve partire da questo riconoscimento, non cancellarlo.

Gli 87 punti di Venezia e i 92 del Partizan non sono lo stesso dato

Evito però una scorciatoia: accostare quei due totali come se fossero misure identiche della difesa. La finale contro Venezia è andata al supplementare. Il totale dei punti concessi va letto anche alla luce di quella durata aggiuntiva. Il confronto più utile non è quindi fra 87 e 92, ma fra i modi in cui Milano ha visto cambiare le partite.

Contro la Reyer è evaporato un margine molto ampio: è la prova di un controllo della gara perduto, non di per sé di un secondo cedimento difensivo. A Belgrado il dato più netto è concentrato nel finale: 29 punti subiti nell’ultimo quarto sono l’evidenza diretta dell’allarme difensivo. È lì che il risultato europeo diventa più preoccupante della semplice sconfitta.

Guduric e Peters non possono coprire tutto con i punti

I 34 punti complessivi di Guduric e Peters certificano un contributo offensivo, non una soluzione complessiva. Nel 92-76 del Partizan, segnare non è bastato: la produzione individuale e la tenuta difensiva della squadra sono due piani distinti.

Trieste arriva subito, il Forum deve chiedere continuità

RealOlimpiaMilano presenta il debutto in campionato contro Trieste, domenica 27 settembre alle 16 al Forum, come il “Celebration Game”: Milano arriva senza Garrison Mathews e dopo la trasferta di Belgrado. La priorità non è una revisione profonda, ma una risposta riconoscibile ai problemi emersi nel finale europeo.

A Poeta non serve cambiare tutto. La semifinale di Supercoppa, vinta 80-71 contro la Virtus Bologna con 20 punti di Wright, appartiene allo stesso percorso recente: nei resoconti, la Virtus di Alex Mumbrú aveva faticato in attacco. È un elemento che contrasta con l’idea di una squadra inevitabilmente destinata a concedere troppo. Milano ha già attraversato una partita importante senza doverla trasformare nella finale contro Venezia.

Contro Trieste, quindi, il mio criterio non sarà soltanto il risultato. Guarderò se Milano riesce a interrompere una sequenza favorevole all’avversario prima che diventi un altro cedimento prolungato. Non basta reagire quando la partita è già sfuggita di mano: la risposta convincente è fermare la corsa avversaria e riprendere il controllo senza aspettare l’emergenza del finale.

Il Forum può celebrare la Supercoppa senza ignorare Belgrado. Per Milano la risposta convincente sarebbe una partita nella quale il finale non chieda ai suoi realizzatori di riparare tutto.