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Virtus, la fatica di Istanbul pesa sulla rivincita con Milano

Virtus Bologna — Virtus, la fatica di Istanbul pesa sulla rivincita con MilanoFoto: User:Zafer · Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il 59-55 al 30′ è il punto da cui leggere la sconfitta della Virtus a Istanbul. Bologna non era avanti: era ancora abbastanza vicina al Fenerbahçe da potersi giocare la partita. La differenza conta, perché riconoscere una prova di carattere non significa trasformarla in una vittoria sfiorata per forza. Il 78-68 finale racconta anche una distanza che nell’ultimo quarto si è allargata, proprio quando bisognava dare continuità al lavoro precedente.

Il punto di Andrea · prima della partita

Derby europeo a zero vittorie: dopo Belgrado e Istanbul chi impone il ritmo al Forum prende il match. Io sto con Milano se chiude i rimbalzi e fa correre Guduric e Thompson; la Virtus di Mumbrú mi convince solo se abbassa i turnovers e trova un playmaker vero. Cambio idea se Bologna gela il possesso e punisce dal perimetro nelle prime dieci azioni.

Andrea Bellini · Serie A di basket, EuroLeague, NBA, analisi delle partite e rendimento dei giocatori.

Il punto di Andrea · prima della partita

Dopo il break e i cecchini contro Cantù, a casa mi aspetto ancora Venezia a dettare il tempo contro Frankfurt. Contano Candi, Green e Wiltjer dal arco e la difesa sul pick-and-roll. Cambio idea se gli Skyliners aprono in transizione e Venezia resta appiccicata al tiro da tre.

Andrea Bellini · Serie A di basket, EuroLeague, NBA, analisi delle partite e rendimento dei giocatori.

Il punto di Andrea · prima della partita

Esordio EuroCup in Lituania dopo la volata di Reggio: per Trento conta portare il ritmo lento e i rimbalzi, non inseguire Neptunas in transizione. Olivari e la gestione dei liberi restano la chiave. Cambio idea se Klaipeda parte in break e i bianconeri non trovano un mezzo campo ordinato.

Andrea Bellini · Serie A di basket, EuroLeague, NBA, analisi delle partite e rendimento dei giocatori.

La mia lettura della rivincita con Milano parte da qui: preferisco l’Olimpia per la vittoria nel precedente di Supercoppa e per il calo fisico della Virtus descritto da Mumbrú dopo Istanbul. Rimbalzo difensivo, palle perse e transizione saranno aspetti da osservare nel nuovo confronto, non spiegazioni già accertate delle sconfitte precedenti. Cambierei prospettiva davanti a una Bologna capace di creare opportunità credibili dal perimetro mantenendo ordine nei possessi. Non è una questione di coraggio. È una questione di controllo, soprattutto quando la fatica rende più difficile scegliere.

A Istanbul una risposta vera, ma non ancora completa

Il resoconto di Il Resto del Carlino del 25 settembre riporta la sconfitta della Virtus per 78-68 sul campo del Fenerbahçe, con Bologna ancora vicina sul 59-55 al 30′ prima del break firmato Horton-Tucker nell’ultimo quarto. Nelle dichiarazioni riportate da Sportando il 25 settembre, Mumbrú ha parlato di «due partite diverse», apprezzando i primi tre quarti e riconoscendo il calo fisico finale. Il passaggio dai quattro punti di distanza al 30′ ai dieci della sirena conferma la flessione nell’ultimo quarto; la spiegazione fisica è invece quella indicata dall’allenatore.

Il limite sta nell’altra metà del ragionamento. Il parziale decisivo di Horton-Tucker non può diventare una spiegazione che assolve automaticamente chi lo subisce. La giocata individuale sposta una partita; la capacità di reggerne l’urto misura la squadra. Quando arriva un’accelerazione avversaria, servono un attacco ordinato e una difesa che non debba continuamente rimediare. È su quel raccordo, più che sulla generica richiesta di maggiore intensità, che si misura la maturità.

Il calo fisico rende la regia ancora più importante

Il riferimento di Mumbrú alla stanchezza dà peso al tema del palleggiatore. Fare regia significa scegliere tempi e rischi del possesso, non soltanto portare avanti il pallone. Se le energie scendono, avere possessi leggibili dai compagni diventa una protezione.

Abbassare il ritmo, però, non significa consumare secondi senza produrre un vantaggio. Una Virtus lenta ma ferma rischierebbe di arrivare al tiro con meno soluzioni. Il possesso va governato per muovere la difesa, non per rimandare la decisione. È questa la distinzione tecnica che rende interessante il prossimo confronto: togliere velocità a Milano avrebbe senso soltanto conservando qualità nelle proprie esecuzioni.

La Supercoppa pesa soprattutto per quel tiro da tre

Il precedente richiamato da Il Resto del Carlino è l’80-71 con cui l’Olimpia ha superato Bologna nella semifinale di Supercoppa del 19 settembre a Tortona. Dentro quel risultato c’è un numero più utile di qualsiasi etichetta: la Virtus era all’intervallo con 1 su 13 da tre. Lo stesso resoconto indica la rivincita per martedì 29 settembre, in EuroLeague, dieci giorni dopo quel ko.

Una partenza del genere dal perimetro restringe le possibilità dell’attacco. Se il tiro esterno non punisce, per la difesa diventa meno costoso proteggere gli spazi interni. L’1 su 13 certifica una scarsa realizzazione, non una cattiva qualità dei tiri. Non basta segnare qualche tripla per risolvere tutto: Bologna deve rendere credibile più di una strada verso il canestro.

Qui il precedente sostiene la preferenza per Milano, ma offre anche un criterio concreto per metterla alla prova. Nelle prime azioni conterà osservare come nascono i tiri della Virtus: dopo aver mosso la difesa oppure come uscita d’emergenza da un possesso bloccato? Un canestro può coprire un attacco mal costruito. Una buona circolazione, invece, può restare utile anche dopo un errore.

Prima del derby europeo c’è una domenica da gestire

Il calendario impedisce di saltare direttamente alla rivincita. Secondo il programma riportato da Il Resto del Carlino, domenica 27 settembre l’Olimpia riceve Trieste alle 16:00, mentre la Virtus gioca a Varese alle 19:00. Sono i passaggi immediati prima di martedì e danno un contesto concreto alle parole sul calo fisico di Istanbul.

Milano in casa alle 16:00 e Bologna in trasferta alle 19:00: è una differenza di programma prima della rivincita di martedì, non la prova di uno svantaggio nel recupero per la Virtus. La trasferta di Varese rende però la gestione delle energie un tema immediato, alla luce della stanchezza riferita da Mumbrú. La panchina conta non soltanto quando aggiunge punti, ma quando permette alla squadra di mantenere ordine: entrare e garantire un tagliafuori oppure offrire una linea di passaggio può evitare che ogni possesso diventi una fatica supplementare. Sono contributi meno appariscenti del tiro segnato, ma coerenti con il problema indicato dall’allenatore.

Milano avrà interesse a trasformare i rimbalzi difensivi in occasioni per attaccare prima che Bologna si sistemi. La Virtus dovrà impedirle quella comodità senza rinunciare a costruire il proprio attacco. Il carattere visto a Istanbul è una base, non un certificato di maturità: martedì il passo avanti sarà riconoscibile se, davanti al primo strappo dell’Olimpia, le opportunità dal perimetro di Bologna nasceranno dopo aver mosso la difesa, anziché come tiri di salvataggio allo scadere del possesso.