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Davis, le rivali dell’Italia e i criteri di convocazione per Bologna

Davis, le rivali dell’Italia e i criteri di convocazione per Bologna

Il 3-1 della Germania sulla Croazia e la qualificazione della Spagna senza Alcaraz sono i due segnali principali nel conto alla rovescia verso Bologna. Il primo porta la firma di un protagonista, Zverev; il secondo racconta una squadra capace di raggiungere l’obiettivo anche senza il suo nome più importante. Per l’Italia sono minacce diverse, da affrontare con risposte diverse. La mia raccomandazione è dare all’idoneità al doppio il valore di un requisito autonomo di convocazione, anziché scegliere automaticamente i migliori singolaristi disponibili. Anche con Sinner presente, la squadra va costruita per coprire tutti gli incontri, non soltanto per sommare qualità individuale.

Il quadro delle partecipanti riportato da Sky Sport, ANSA, SuperTennis e TennisWorldItalia comprende Italia, Germania, Spagna, Canada, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Austria e Corea del Sud, quest’ultima alla prima qualificazione storica. L’Italia entra da campione in carica e Paese ospitante. Nello stesso quadro informativo, le Finals di Bologna sono in calendario dal 24 al 29 novembre; il sorteggio dei quarti si terrà a Bologna martedì 22 settembre alle 12, quando saranno note anche le quattro teste di serie determinate dalla classifica per nazioni.

Germania e Spagna pongono all’Italia due problemi differenti

Fra le rivali che attirano maggiormente l’attenzione, la Germania merita di stare davanti. Il 3-1 sulla Croazia, riportato nelle cronache di qualificazione delle testate citate, dà consistenza alla candidatura tedesca, mentre il ruolo di Zverev indica il punto attorno al quale preparare il confronto. Resta una cautela valida per tutte: i risultati delle qualificazioni non predicono il rendimento di novembre. Quel punteggio merita rispetto, non timore preventivo.

Per Volandri, una possibile sfida con la Germania pone una questione concreta: quanto della preparazione dedicare all’eventuale incrocio fra Sinner e Zverev e quanto agli altri incontri. Il ruolo avuto da Zverev nella qualificazione giustifica l’attenzione sul suo singolare, ma il 3-1 resta il risultato di un confronto fra squadre, non di un duello individuale.

La Spagna rappresenta il caso opposto. La vittoria in Cile senza Alcaraz, con Rafael Jodar in evidenza, emerge dallo stesso quadro di cronache di Sky Sport, ANSA, SuperTennis e TennisWorldItalia. Significa avere trovato una soluzione vincente che non passa obbligatoriamente dal proprio giocatore più riconoscibile. Non dimostra una profondità superiore a quella di ogni rivale: dimostra che la squadra ha saputo raggiungere l’obiettivo senza il suo riferimento principale. Per chi prepara le convocazioni italiane, è un motivo per studiare il gruppo e non soltanto il nome di richiamo.

Il Canada merita più spazio nel dibattito

Il Canada ha battuto la Francia 3-1 a Québec City, con Félix Auger-Aliassime vincitore di entrambi i suoi singolari, secondo le cronache di qualificazione richiamate da Sky Sport, ANSA, SuperTennis e TennisWorldItalia. Germania e Canada suggeriscono quindi lo stesso problema di selezione: contenere un leader decisivo non esaurisce il lavoro, perché occorre costruire una squadra competitiva anche negli altri incontri.

Qui il formato cambia il significato dei numeri. Come illustrato dalla Coppa Davis sul sito ufficiale, un confronto delle Finals comprende due singolari e un doppio, diversamente dalle qualificazioni citate, nelle quali un giocatore può disputare due singolari. I due successi di Auger-Aliassime indicano quanto il Canada si sia appoggiato a lui nella qualificazione: non rappresentano due punti di singolare che lo stesso giocatore potrà portare a Bologna.

Il Canada merita dunque la prima fascia di attenzione dell’Italia, non l’etichetta comoda di possibile sorpresa. Il contributo di Auger-Aliassime contro la Francia sostiene questo giudizio; il formato delle Finals impone però di spostare subito l’analisi anche sull’altro singolare e sulla coppia. È proprio qui che la selezione dei migliori individui può non coincidere con la costruzione della squadra più adatta.

Le convocazioni devono rispondere a problemi distinti

Nel ragionamento sulle convocazioni, il passaggio utile è tradurre queste indicazioni in compiti. Un posto va valutato anche per ciò che permette di fare nel doppio, non soltanto per il rendimento individuale del candidato. La scelta comporta un compromesso preciso: rinunciare eventualmente a qualcosa nella gerarchia dei singolaristi per avere una coppia più compatibile. È una priorità proposta per il lavoro di Volandri, non una decisione già attribuibile al capitano.

Servizio e risposta vanno valutati separatamente

Come criterio di valutazione proposto, non come conclusione sui singoli giocatori ricavata dalle qualificazioni, distinguerei il contributo al servizio da quello in risposta, cercando il compromesso più adatto all’avversario e alle condizioni di gioco.

Il doppio non dovrebbe essere un premio accessorio per chi resta fuori dai singolari, ma una componente da progettare. Compatibilità, copertura del campo e chiarezza dei compiti devono entrare nella decisione insieme alla qualità individuale. Essere il singolarista più forte fra due candidati non dovrebbe, da solo, chiudere la discussione sul posto disponibile: conta anche quale combinazione rende possibile ciascuna scelta.

Il sorteggio darà una direzione al conto alla rovescia

Definire già questa difesa del titolo la più difficile sarebbe più enfatico che utile. Il punto editoriale è un altro: l’Italia dovrebbe fissare i requisiti della squadra prima di adattarli al nome della rivale, evitando che l’attenzione per il singolare più atteso assorba l’intera preparazione.

Se Sinner sarà disponibile, Volandri dovrebbe costruirgli attorno una squadra nella quale il doppio abbia inciso davvero sulle convocazioni, non venga sistemato dopo. Il sorteggio consentirà poi di passare dalle rivali potenziali alla preparazione della prima avversaria effettiva. Cambieranno gli abbinamenti da studiare; non dovrebbe cambiare la priorità di coprire ogni incontro con una scelta tecnica riconoscibile.