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Coppa Davis 2026, Italia tra Zverev e Spagna nelle Final 8 di Bologna

Alexander Zverev — Coppa Davis 2026, Italia tra Zverev e Spagna nelle Final 8 di BolognaFoto: Like tears in rain derivative work: Kacir · Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il 3-1 della Germania sulla Croazia è il risultato che metterei in cima al dossier dell’Italia. La vittoria della Spagna in Cile senza Alcaraz è invece il segnale che impedisce di ridurre la prossima Coppa Davis a un confronto fra campioni annunciati. Bologna ha le sue otto protagoniste, e per gli azzurri la questione non è soltanto chi evitare: è quale squadra costruire per affrontarle.

Secondo il quadro riportato da Sky Sport e ANSA, le Finals si disputeranno dal 24 al 29 novembre: all’Italia, già qualificata come campione in carica e nazione ospitante, si aggiungono Germania, Spagna, Canada, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Austria e Corea del Sud, alla prima qualificazione della sua storia. Zverev è stato il protagonista del successo tedesco; la Spagna ha trovato in Rafael Jodar un riferimento nella trasferta cilena. Il Canada ha battuto la Francia 3-1 a Québec City, con Félix Auger-Aliassime vincitore di entrambi i suoi singolari. Il sorteggio dei quarti è fissato a Bologna per martedì 22 settembre alle 12, quando saranno note anche le quattro teste di serie sulla base della classifica per nazioni.

La Germania ha il volto di Zverev, la Spagna si qualifica senza Alcaraz

Germania e Spagna meritano il centro dell’attenzione, ma per ragioni diverse. Il 3-1 tedesco e il ruolo di Zverev indicano una squadra capace di trasformare il peso del proprio riferimento in una qualificazione concreta. Non basta avere il nome più riconoscibile del confronto: bisogna farlo pesare nel risultato complessivo. La Germania lo ha fatto.

La Spagna pone una domanda differente: il contributo di Jodar riportato nella trasferta cilena obbliga ad allargare l’analisi oltre Alcaraz. Perciò considero sbagliato misurare la pericolosità degli spagnoli soltanto sulla sua presenza eventuale a novembre. Per chi deve preparare una formazione azzurra, l’indicazione è precisa: studiare una nazionale non può voler dire preparare esclusivamente il suo giocatore più famoso.

Il Canada impedisce di immaginare una corsa a tre

Il risultato canadese non va lasciato sullo sfondo. Nel 3-1 sulla Francia, i due singolari vinti da Auger-Aliassime hanno un significato immediato: il Canada ha ottenuto dal proprio riferimento una continuità decisiva all’interno della stessa sfida. È un elemento più concreto di qualsiasi etichetta di squadra insidiosa.

Germania e Canada si sono qualificati con il contributo decisivo dei loro singolaristi di riferimento, la Spagna senza il suo giocatore di maggior richiamo. Sono problemi diversi per chi prepara gli incontri, non una graduatoria già dimostrata delle possibilità di vincere il titolo.

Germania e Spagna attirano comprensibilmente il dibattito italiano, ma restringere a loro il campo sarebbe un errore. Il Canada presenta un segnale competitivo riconoscibile. La Corea del Sud arriva invece a una prima qualificazione storica: un traguardo da rispettare, senza trasformarlo né in una candidatura automatica al titolo né nella promessa di un accoppiamento comodo.

Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Austria completano il tabellone. Non assegnerei gerarchie rigide prima di conoscere gli incroci: il sorteggio conta perché cambia le esigenze tecniche della preparazione, non perché possa consegnare da solo una strada sicura verso il trofeo.

Accanto a Sinner sceglierei complementarità, non una graduatoria di nomi

Il dibattito sulle convocazioni di Filippo Volandri deve partire da qui. Ragionando su una squadra costruita attorno a Sinner, io non cercherei semplicemente il nome più prestigioso da aggiungere. La mia raccomandazione è valutare prima la copertura del doppio e soltanto dopo definire i restanti posti per i singolaristi. Nel mio ragionamento, questo significa scegliere i singolaristi restanti con il doppio già coperto, accettando che i nomi individualmente più forti non producano automaticamente la squadra più completa. È una priorità di selezione che propongo, non una conclusione dimostrata dai punteggi delle qualificazioni.

Le convocazioni devono coprire ruoli diversi

Musetti o Berrettini? Il confronto deve riguardare i compiti: tenuta al servizio, efficacia in risposta e compatibilità con le opzioni di doppio, in relazione al rivale e alla superficie. Sono aspetti da valutare separatamente, senza ridurli a un’impressione generica di buona forma o a una preferenza personale. Quale candidato copre un ruolo non già garantito dalle altre scelte?

Lo stesso criterio vale per il doppio. Non lo tratterei come l’incastro finale da risolvere dopo aver scelto i singolaristi. La capacità di rispondere, coprire la rete e coordinare le scelte con il compagno deve entrare nel progetto della squadra. Questo non significa sacrificare per principio un singolarista: significa chiedere a ogni convocazione una funzione riconoscibile.

Il sorteggio apre il lavoro, non emette una sentenza

Il sorteggio di Bologna è il prossimo appuntamento che renderà più precise le decisioni sulle convocazioni: conoscere l’avversaria permetterà di valutare quali compiti servano davvero e quali giocatori possano assolverli, anziché confrontare i candidati soltanto in astratto.