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Venezia verso l’esonero di Stroppa, D’Aversa in pole e Tudor avrebbe rifiutato

Venezia verso l’esonero di Stroppa, D’Aversa in pole e Tudor avrebbe rifiutato

Secondo la ricostruzione attribuita a Sportivo24 e CalcioNews24, la dirigenza del Venezia è riunita per decidere il futuro di Giovanni Stroppa: Igor Tudor avrebbe rifiutato e Roberto D’Aversa sarebbe diventato il primo candidato. Nella stessa ricostruzione, a TuttoMercatoWeb e Sport Mediaset vengono attribuite le notizie di contatti già avviati per il possibile successore: trattative, dunque, non una nomina conclusa. Sono attribuzioni indirette, non riscontri sui singoli resoconti originali.

Il punto di Matteo · durante la partita

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Matteo Rinaldi · Serie A, Serie B, coppe europee, analisi tattica e statistiche di partita.

Il punto di Matteo · durante la partita

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Matteo Rinaldi · Serie A, Serie B, coppe europee, analisi tattica e statistiche di partita.

L’aggiornamento attribuito a Bottadiculo del 20 settembre 2026 alle 12:34 colloca il possibile esonero in una sosta indicata come di tre settimane, prima della partita del 12 ottobre contro l’Atalanta, con il direttore sportivo Antonelli in contatto con la proprietà. Durata della pausa e data del rientro restano indicazioni della ricostruzione, non verificate sul calendario disponibile. Nello stesso quadro viene riportata la posizione espressa da Stroppa nel postpartita: la classifica non rispecchierebbe le prestazioni della squadra.

La sosta prospettata offre al Venezia qualcosa che la classifica non concede: tempo. Usarlo per cambiare allenatore ha senso soltanto se serve a correggere ciò che ha prodotto cinque sconfitte consecutive. Dopo lo 0-2 interno contro la Lazio, considero comprensibile la scelta di voltare pagina con Giovanni Stroppa. Il possibile successore avrebbe però bisogno di un mandato preciso: far pesare i gol segnati riducendo quelli subiti.

Il quadro della Serie A 2026/27, dopo la quinta giornata, è netto: Venezia ventesimo, zero punti, con dati aggiornati a domenica 20 settembre. Non basta questo per spiegare ogni responsabilità, ma basta per capire perché la difesa del lavoro svolto non possa più poggiare soltanto sulla qualità delle prestazioni.

D’Aversa davanti, la sosta diventa il momento della scelta

È questo il passaggio che pesa sulla decisione. Un cambio durante la pausa descritta avrebbe una logica tecnica: permetterebbe al successore di lavorare sulla riduzione dei gol subiti prima di affrontare un’altra gara. È una priorità sostenuta dai risultati, che non autorizzano invece a individuare uno specifico difetto tattico. Se il club considera concluso il percorso con Stroppa, trascinare la scelta consumerebbe proprio il vantaggio offerto dalla sosta.

Cinque sconfitte, ma non tutte raccontano la stessa partita

La sequenza dei risultati aiuta a separare i problemi. Il Venezia ha perso 0-2 sul campo del Milan, 1-2 a Udine e 2-3 a Frosinone, poi 2-4 in casa contro la Fiorentina e 0-2 contro la Lazio. Ha dunque subito almeno due gol in tutte e cinque le partite e non ha raccolto punti in nessuna delle due occasioni in cui ha segnato due volte.

Ridurre tutto alla necessità di attaccare meglio sarebbe quindi una lettura incompleta. Contro Udinese, Frosinone e Fiorentina la produzione offensiva non è bastata: il Venezia deve riuscire a far pesare i propri gol. La priorità non può stare esclusivamente negli ultimi metri, perché chiedere all’attacco di compensare sempre quanto viene concesso non è un equilibrio sostenibile.

La Lazio, terza con 13 punti, rappresentava un ostacolo di valore. Lo 0-2 ha però lasciato il Venezia senza interrompere la serie negativa: la forza dell’avversaria pesa nel giudizio sulla singola gara, non cancella il problema complessivo.

Le prestazioni possono difendere un’idea, non cancellare la classifica

Una squadra può giocare meglio di quanto dica un risultato. Dopo cinque sconfitte consecutive, però, la difesa delle prestazioni non basta: conta la capacità di correggere ciò che impedisce di raccogliere punti. È su questo che va giudicato il lavoro di Stroppa, non sulla sola validità dell’idea iniziale.

Il compito del possibile successore prima dell’Atalanta

Con Tudor che avrebbe rifiutato secondo la ricostruzione citata, D’Aversa resta davanti negli scenari di successione riportati. La gerarchia dei candidati e la finestra della decisione sono i due elementi centrali: il primo indica la direzione ipotizzata per la panchina, il secondo il tempo che il club vorrebbe mettere a disposizione del successore. Nessuno dei due equivale a una nomina ufficiale.

Se il rientro contro l’Atalanta sarà confermato per il 12 ottobre nel calendario, sceglierei questo criterio di giudizio: la capacità del Venezia di restare competitivo senza dipendere da una partita offensiva perfetta. Ridurre le reti concesse è il compito più chiaramente sostenuto dai risultati disponibili, senza attribuire al possibile nuovo allenatore soluzioni che il campo deve ancora dimostrare.

L’eventuale esonero di Stroppa sarebbe una scelta difendibile; considerarlo già una soluzione sarebbe l’errore successivo.