Il Milan ha sfiorato il colpo, ma è la Juventus ad avere più ragioni per recriminare. L’1-1 maturato domenica 6 settembre racconta infatti due partite sovrapposte: quella del risultato, rimasta favorevole ai rossoneri dal gol di A. Cisse al 68’ fino al 90’, e quella della produzione offensiva, dominata nettamente dai bianconeri. La rete conclusiva di F. Gatti, su assist di T. Koopmeiners, ha evitato una sconfitta che sarebbe stata difficilmente spiegabile attraverso i numeri.
La Juventus ha chiuso con 14 tiri contro 3, cinque conclusioni in porta contro una e un dato di expected goals pari a 1,56 contro appena 0,09. Il Milan è stato a pochi istanti dal vincere avendo prodotto quasi nulla in termini di pericolosità statistica. Per questo il pareggio non può essere considerato un’occasione persa dai rossoneri: è piuttosto un punto guadagnato, anche se la gestione del vantaggio è crollata proprio al limite.
Gatti corregge al 90’ un risultato ingannevole
Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, ma non è stato equilibrato nella qualità delle occasioni. La Juventus aveva già accumulato 0,86 xG, mentre il Milan si era fermato a 0,06. Anche dopo l’intervallo la direzione della partita non è cambiata: 0,70 xG per i padroni di casa e appena 0,04 per gli ospiti. La somma dei parziali differisce dal totale ufficiale per gli arrotondamenti del provider.
Il paradosso è emerso al 68’, quando Cisse ha portato avanti il Milan sull’assist di S. Chukwueze. È stato l’unico tiro rossonero nello specchio, come conferma il dato finale delle parate: il conteggio ufficiale assegna quattro parate al portiere rossonero e nessuna a quello juventino. È la sintesi più limpida dell’incontro. Una squadra ha costretto l’avversario a difendersi e il suo portiere a intervenire; l’altra ha trasformato l’unica conclusione in porta senza provocare una parata.
La Juventus ha continuato a spingere fino al 90’, quando Gatti ha firmato l’1-1 su assist di Koopmeiners. Non è stato un pareggio casuale o prodotto da un improvviso cambio di inerzia. È stato l’esito tardivo di una superiorità costruita lungo tutto l’incontro, già evidente prima dell’intervallo e confermata nel secondo tempo. Il gol arrivato all’ultimo minuto ha cambiato il giudizio sul risultato, non quello sulla prestazione.
Il possesso del Milan non ha prodotto controllo
Il 51% di possesso palla del Milan contro il 49% della Juventus rischia di suggerire una lettura sbagliata. I rossoneri hanno completato 412 passaggi su 479, i bianconeri 381 su 453, ma avere leggermente più pallone non ha significato governare la partita. Il controllo autentico si misura anche nella capacità di scegliere dove giocare e di impedire all’avversario di arrivare alla conclusione. Su entrambi i fronti, il Milan ha avuto un problema evidente.
I 14 tiri juventini contro 3 e i sette calci d’angolo contro uno descrivono una pressione territoriale che il dato del possesso non fotografa. Il Milan ha fatto circolare maggiormente il pallone, ma senza trasformare quella circolazione in avanzamento pericoloso. Il suo 0,09 xG complessivo è troppo basso per parlare di piano offensivo riuscito. La rete di Cisse certifica una notevole efficienza nell’episodio, non una prestazione convincente nella metà campo avversaria.
Anche i cinque fuorigioco della Juventus contro uno suggeriscono una squadra orientata a cercare ripetutamente la profondità e ad attaccare la linea, senza che il dato possa dimostrare da solo l’efficacia di quei movimenti. Non tutte le iniziative sono state pulite, ma l’intenzione è rimasta coerente. I bianconeri hanno avuto più volume, più presenza offensiva e più occasioni. La loro mancanza è stata nella conversione: segnare una sola volta con 1,56 xG e cinque tiri in porta significa aver lasciato sul campo una parte consistente del lavoro prodotto.
Chi ha vinto la giornata e chi deve preoccuparsi
Sul piano emotivo, il 90’ premia la Juventus: recuperare una partita quasi persa impedisce che una prestazione superiore venga punita nel modo più severo. Sul piano della classifica, però, il Milan resta davanti. I rossoneri sono quarti con 6 punti, mentre i bianconeri occupano il quinto posto, anch’essi a quota 6. Entrambe le squadre presentano la stessa sequenza recente, N-V-V, con il pareggio arrivato dopo due vittorie.
Il vero vincitore della serata è quindi il Milan per il punto ottenuto rispetto a quanto creato, non per la qualità della prova. La Juventus esce invece meglio sul piano tecnico, ma con un difetto che non può essere minimizzato: dominare così tanto e dover aspettare il 90’ per pareggiare è un segnale di scarsa concretezza. Tra le due fragilità, quella rossonera appare più seria. Un attacco da tre tiri e 0,09 xG può essere salvato una volta dall’efficienza; difficilmente può diventare una base stabile.
Roma e Inter restano davanti, il Como conserva il margine
Al termine della partita, il pareggio lascia entrambe le squadre alle spalle delle prime tre. Roma e Inter guidano la classifica di Serie A con 9 punti, senza alcun distacco tra prima e seconda, mentre il Como è terzo a quota 7. Il Milan segue con 6 punti e precede la Juventus, anch’essa a 6. Nella stessa fascia ci sono Lazio, Frosinone e Atalanta.
La conseguenza più importante è semplice: nessuna delle due ha sfruttato lo scontro diretto per agganciare la vetta. Il margine dalle capoliste è di tre punti. È ancora una distanza contenuta, ma questa partita ha mostrato perché entrambe debbano correggere qualcosa: i rossoneri devono produrre molto di più, i bianconeri devono capitalizzare meglio la propria superiorità.
Nei prossimi impegni sarà decisivo verificare se la Juventus riuscirà a trasformare il volume offensivo in gol con maggiore continuità e se il Milan saprà evitare un’altra gara vissuta quasi esclusivamente in resistenza. Dopo questo 1-1, la classifica premia leggermente i rossoneri; il campo, invece, ha dato un giudizio più favorevole ai bianconeri.
Prima del fischio d’inizio: il nostro pronostico di questa partita, ora verificato con il risultato reale.