Prendersi tutte le colpe è un modo per proteggere lo spogliatoio. Non può diventare il modo per assolverlo. La mia lettura della difficoltà dell’Olimpia Milano parte da qui: prima di trasformare il caso in un processo a Peppe Poeta, guarderei alla capacità dei giocatori di funzionare come squadra. Gli scricchiolii ripetuti meritano attenzione, non una sentenza anticipata sull’allenatore. E l’intesa collettiva non si misura soltanto da quanto bene riesce un attacco, ma da come si reagisce quando una partita sfugge al controllo.
Il punto di Andrea · prima della partita
Dico Türk Telekom, ma di poco. La Maxima arriva col +34 sul Cluj, però era in casa contro una rumena; ad Ankara trova una squadra ferita dall'82-75 di Tenerife che davanti al suo pubblico deve prendersi la prima vittoria europea. Per un club nato a giugno la prima vera trasferta in un palazzo turco è l'esame che conta. Cambio idea se Roma impone lo stesso ritmo visto contro il Cluj e arriva all'ultimo quarto in controllo.
Il punto di Andrea · prima della partita
Dico Buducnost. Il Napoli di Repesa ha fatto bene a battere Bourg, ma arriva da una vittoria sofferta in campionato e alla prima trasferta europea, mentre il Buducnost ha già vinto 99-75 a Wroclaw e ha ritmo partita dall'ABA del weekend. Al Morača, campo caldo come dice lo stesso Spissu, se non metti aggressività dal primo minuto poi insegui tutta la sera. Cambio idea se Spissu tiene in mano il ritmo e Napoli non concede il break nel primo tempo.
Milano, campione in carica, ha incassato a Verona la prima sconfitta stagionale in Serie A, 75-72 contro la neopromossa Tezenis. Massinburg ha segnato la tripla decisiva sulla sirena. Poeta si è assunto «tutte le responsabilità della sconfitta». Ha inoltre contestato l’approccio della squadra ed escluso ulteriori alibi legati al gruppo nuovo.
Il tiro di Massinburg decide il risultato, non esaurisce la spiegazione
Massinburg merita il primo riconoscimento: una tripla sulla sirena che vale il successo contro i campioni in carica è una giocata di responsabilità. Ridurre tutto a un regalo di Milano toglierebbe valore a Verona. La neopromossa ha ottenuto una vittoria che l’Olimpia non è riuscita a impedire.
Non attribuirei la sconfitta a chi si è trovato davanti al tiro decisivo. L’ultimo canestro stabilisce il vincitore; non distribuisce automaticamente tutte le responsabilità. Il problema da affrontare è più ampio: quanto Milano riesce a restare riconoscibile quando il punteggio impone lucidità. Un finale perso può essere un episodio. Il richiamo dell’allenatore all’approccio sposta invece la discussione su ciò che precede quel finale.
La protezione di Poeta ha senso, l’assoluzione dei giocatori no
Apprezzo la scelta di Poeta di non cercare un colpevole da esporre. Un allenatore che assorbe la pressione evita che ogni errore diventi una frattura pubblica. La sua assunzione di responsabilità va letta insieme al rifiuto dell’alibi del gruppo nuovo.
Intesa tecnica e atteggiamento non sono sinonimi
Leggo la critica di Poeta all’approccio come una distinzione tra intesa tecnica e atteggiamento, non come una diagnosi delle motivazioni dei singoli. Un’intesa ancora incompleta può rendere meno naturale una scelta: capire quando passare, dove offrire una linea di scarico, chi debba occupare uno spazio. Il richiamo del tecnico, nella mia interpretazione, chiede che le difficoltà di coordinamento non diventino una giustificazione per la prestazione nel suo complesso.
Per questo non basta rispondere che serve tempo. Poeta, contestando l’approccio, ha richiamato anche Baskonia: il riferimento rende concreta la preoccupazione per un problema che si ripresenta. Se il richiamo resta sempre quello, il percorso rischia di girare su sé stesso. La responsabilità del tecnico è rendere leggibili le richieste. Quella dei giocatori è farle vivere anche senza un intervento dalla panchina.
Trieste, Partizan e Baskonia rendono il segnale più serio
Il punto che frena l’ottimismo non è la sola sconfitta di Verona. È il fatto che questa arrivi dentro una discussione già aperta sulle prove contro Trieste, Partizan e Baskonia. Raffaele Baldini ha criticato l’atteggiamento dentro questa sequenza di prestazioni poco convincenti: il suo giudizio è che le recenti sconfitte siano inaccettabili in rapporto alle risorse del roster. Questo non significa classificare come sconfitte tutte le prove citate, né metterle automaticamente nello stesso contenitore tecnico. Il filo comune del rendimento poco convincente, però, impedisce di liquidare Verona come un incidente isolato.
La cautela verso il panico nasce invece dalla dimensione del risultato: questa è la prima sconfitta in campionato, non una condanna della stagione. Il 75-72 dice inoltre di una gara risolta da un tiro sulla sirena, non di una distanza incolmabile. Sarebbe sproporzionato usarlo per dichiarare fallito il progetto.
La risposta va cercata anche lontano dal pallone
Nella prossima prestazione guarderei due comportamenti osservabili: se dopo un errore i giocatori tornano subito a coprire i propri compiti difensivi e se chi è senza pallone offre una linea di passaggio al compagno sotto pressione. Sono risposte concrete, anche da parte di chi entra dalla panchina. Poeta ha messo la propria faccia davanti alla sconfitta: adesso ai giocatori spetta rendere meno necessario quel gesto, non difenderlo a parole.
