Il 3-1 della Germania sulla Croazia è il risultato da cui partire per guardare verso Bologna. Non perché assegni già ai tedeschi il ruolo di avversari dell’Italia, ma perché porta la firma di un protagonista che cambia il peso di qualsiasi confronto: Alexander Zverev. Se Sinner sarà disponibile, l’Italia dovrà ragionare sulla squadra da costruirgli attorno, non soltanto sulla sua forza. Per difendere il titolo, la scelta degli uomini accanto a lui può diventare importante quanto il rendimento del giocatore di riferimento.
Le otto qualificate alle Finals di Bologna sono Italia, Germania, Spagna, Canada, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Austria e Corea del Sud, quest’ultima alla prima qualificazione della sua storia. L’Italia entra da campione in carica e paese ospitante; la Germania ha superato la Croazia 3-1 con Zverev protagonista, la Spagna di Rafael Jodar ha vinto in Cile senza Alcaraz e il Canada ha battuto la Francia 3-1 a Quebec City, con Felix Auger-Aliassime vincitore di entrambi i suoi singolari.
Le Finals sono in programma dal 24 al 29 novembre. Il sorteggio dei quarti è indicato per martedì 22 settembre alle 12 a Bologna, quando saranno note anche le quattro teste di serie sulla base della classifica per nazioni.
Germania e Spagna hanno superato due prove diverse
Mettere Germania e Spagna nella stessa categoria, quella delle grandi rivali, è comprensibile. Leggere allo stesso modo i loro successi nelle qualificazioni sarebbe invece un errore. Nel successo tedesco emerge il peso di Zverev; in quello spagnolo conta soprattutto la capacità di qualificarsi senza Alcaraz. Sono due segnali distinti, limitati a questi confronti: da una parte un riferimento individuale decisivo, dall’altra una squadra che ha trovato una strada per vincere anche senza il suo nome più atteso.
La Germania ha dunque mostrato quanto possa contare il proprio giocatore di punta. La Spagna ha fornito una risposta diversa: in questa qualificazione ha saputo produrre un risultato anche senza il proprio leader. Il successo in Cile con Jodar offre un motivo concreto per non ridurre quel risultato alla presenza o all’assenza di Alcaraz, ma non basta a definire l’identità della squadra che si presenterà a novembre.
Questi risultati non costituiscono una gerarchia definitiva per Bologna. Vincere una sfida di qualificazione dimostra di aver risolto quel confronto, non di possedere già la soluzione per le Finals.
Il Canada merita spazio nella discussione
Se il dibattito resta limitato a Zverev e alla Spagna, rischia di perdere un’indicazione molto concreta. Nel 3-1 canadese sulla Francia, Auger-Aliassime ha vinto entrambi i singolari. È un contributo direttamente collegato alla qualificazione, non un richiamo al prestigio del nome. Il formato di Bologna cambia però il conto: nel singolo confronto, articolato in due singolari e un doppio, Auger-Aliassime può portare un solo punto. L’altro deve arrivare dal secondo singolarista o dalla coppia. Per l’Italia, dare priorità a un’opzione da doppio ha quindi senso soltanto se resta una copertura adeguata per entrambi i singolari e se la scelta migliora concretamente la coppia prevista. Il Canada va inserito subito tra le squadre da studiare con attenzione, senza aspettare che il sorteggio lo renda improvvisamente attuale.
La conseguenza per l’Italia è semplice: preparare soltanto un ipotetico duello di cartello sarebbe un approccio troppo stretto. I due successi di Auger-Aliassime nelle qualificazioni dimostrano la sua importanza, ma non rendono il Canada autosufficiente attorno al proprio riferimento. A Bologna bisognerà valutare anche quale risposta offrano gli altri incroci: non basta individuare il miglior giocatore disponibile, bisogna capire quali combinazioni permettano di conquistare il punto necessario a vincere il confronto complessivo.
Completano il quadro Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Austria e Corea del Sud. La prima qualificazione coreana è un traguardo storico; il sorteggio darà all’Italia un’avversaria concreta da studiare.
Accanto a Sinner sceglierei funzioni, non una graduatoria di nomi
Il confronto sulle convocazioni di Filippo Volandri dovrebbe partire da una domanda operativa: che cosa deve saper fare ciascun convocato quando il piano iniziale non basta? Nel dibattito su Musetti e Berrettini, per esempio, non convince una contrapposizione risolta soltanto attraverso il prestigio individuale. Vanno valutati per il contributo richiesto contro l’avversario sorteggiato e per le alternative che consentirebbero di costruire attorno a Sinner, se disponibile.
I soli risultati delle qualificazioni riportati non risolvono la scelta tra Musetti e Berrettini.
Il doppio deve entrare nel progetto dall’inizio
La mia preferenza è per una rosa complementare, anche a costo di rinunciare al nome individualmente più attraente. Chi viene scelto per offrire un’opzione in doppio deve avere una funzione riconoscibile nella coppia: gestione della risposta, copertura della rete, intesa nelle scelte. Sommare due buoni singolaristi non equivale automaticamente a costruire la combinazione più utile.
Il compromesso esiste: privilegiare la complementarità può ridurre le alternative in singolare. Lo accetterei se producesse una soluzione credibile per un confronto equilibrato, senza lasciare scoperto nessuno dei due singolari. Il miglioramento della coppia deve essere concreto, non soltanto un’intenzione. Non chiederei a Volandri di convocare una classifica ideale; gli chiederei di costruire una squadra capace di affrontare problemi diversi.
Il sorteggio darà un avversario, non un destino
Martedì 22 settembre alle 12, a Bologna, il conto alla rovescia acquisterà una direzione concreta. Il passaggio da seguire sarà il nome dell’avversaria dell’Italia: da lì potranno nascere confronti tecnici sensati, anziché una successione di scenari astratti.
Adeguatamente coperti i singolari, sceglierei l’opzione che migliora davvero il doppio.
