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Zverev può superare Sinner nella Race e la finale con Shelton cambia il peso dello US Open

Alexander Zverev — Zverev può superare Sinner nella Race e la finale con Shelton cambia il peso dello US OpenFoto: Like tears in rain derivative work: Kacir · Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Secondo Quotidiano.net, Alexander Zverev ha raggiunto Jannik Sinner in testa alla Race e vincendo la finale dello US Open contro Ben Shelton lo supererebbe. Il confronto non riguarda però la classifica ATP, nella quale la stessa testata attribuisce a Jannik oltre 5.000 punti di vantaggio. Le ricostruzioni delle semifinali presentano Zverev-Shelton come la prima finale Slam maschile del 2026 senza né Sinner né Alcaraz e riportano l’eliminazione del campione uscente spagnolo per mano di Shelton nei quarti.

Per Sinner il pericolo immediato non è perdere il primato ATP, ma vedere un rivale trasformare una stagione competitiva in una candidatura più autorevole. La finale Zverev-Shelton, sul cemento di New York, mette in palio qualcosa che la sola distanza nel ranking non racconta. Offre a entrambi la possibilità di chiudere uno Slam senza lasciare l’ultima parola ai due riferimenti del circuito.

La Race misura la stagione, il ranking protegge un vantaggio diverso

Il primo equivoco da togliere è anche il più importante per il pubblico italiano. Race e classifica ATP non sono due modi diversi di scrivere la stessa graduatoria. La Race considera i risultati del 2026; il ranking ATP lavora invece su una finestra mobile di 52 settimane. Si può quindi essere raggiunti nella prima e conservare un margine molto ampio nella seconda senza alcuna contraddizione. Dire che il tedesco può superare Jannik è corretto soltanto specificando: nella Race. Senza quelle parole, il titolo cambia significato e diventa fuorviante.

Zverev ha fatto pesare i punti stretti, Shelton ha cambiato la partita

Il 6-3, 7-6(9/7), 7-6(8/6) di Zverev contro Karen Khachanov e il 4-6, 6-3, 6-3, 7-5 di Shelton contro Frances Tiafoe, riportati nel quadro delle semifinali da ESPN, suggeriscono due percorsi differenti. Zverev ha chiuso in tre set, ma due sono passati dal tie-break, il gioco che scioglie la parità sul 6-6. Il 9-7 e l’8-6 raccontano margini minimi: non è stata una qualificazione costruita soltanto sulla superiorità del primo set.

Zverev ha vinto entrambi i tie-break con due punti di scarto. È il dato concreto della sua semifinale, non una garanzia di altrettanta efficacia nell’ultimo incontro.

Shelton arriva attraverso una rimonta. Dopo il 4-6 iniziale, i due 6-3 e il 7-5 hanno ribaltato l’esito del derby con Tiafoe. Qui il merito leggibile è diverso: perdere il primo set non gli ha impedito di prendere la partita e concluderla senza dover arrivare al quinto. L’eliminazione di Alcaraz aggiunge peso al percorso, perché la finale non nasce soltanto dall’assenza del campione uscente: Shelton ha contribuito direttamente a produrla.

Cambia la percezione, non la gerarchia per decreto

Liquidare questa finale come un’occasione concessa dall’assenza dei favoriti sarebbe ingeneroso soprattutto verso Shelton, che Alcaraz lo ha eliminato direttamente.

Il confronto tra i due esiti resta netto: un titolo di Zverev produrrebbe il sorpasso nella Race riportato da Quotidiano.net; un titolo di Shelton impedirebbe quel sorpasso in questa finale. Per l’americano significherebbe anche completare con il trofeo un percorso passato attraverso Alcaraz, dando ulteriore consistenza al suo cammino.