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Antonini canta vittoria, ma la Trapani Shark resta fuori dalla Serie A

Antonini canta vittoria, ma la Trapani Shark resta fuori dalla Serie A

La parola decisiva non è “vittoria”. È riammissione. E tra ottenere che una causa venga discussa nel merito e riportare la Trapani Shark in Serie A passa tutta la distanza che il trionfalismo di Valerio Antonini tende a cancellare. Per giudicare questa vicenda bisogna guardare agli effetti della decisione, non al volume delle dichiarazioni.

Secondo la ricostruzione riportata da ANSA, l’11 settembre il Consiglio di Stato si è pronunciato sui ricorsi cautelari di Trapani Shark e del presidente Antonini contro il rigetto del TAR Lazio relativo all’esclusione dalla Serie A e alla revoca dell’affiliazione: ha disposto che il TAR fissi rapidamente l’udienza di merito, senza riammettere la squadra al campionato. FIP e LBA, nella nota congiunta riportata da ANSA, hanno affermato che il pronunciamento consente al campionato di partire regolarmente. Antonini, nella propria dichiarazione, lo ha invece definito “la prima, vera, grande vittoria”. Il presidente celebra dunque un’apertura processuale, legata alla speranza di vedere finalmente esaminata la propria causa nel merito, senza annunciare esplicitamente una riammissione.

Il passaggio al merito non rimette Trapani in campo

Il contrasto è netto. Da una parte c’è un presidente che rivendica un successo. Dall’altra c’è una squadra che, all’esito del pronunciamento dell’11 settembre, resta esclusa dalla Serie A, mentre secondo FIP e LBA il campionato può procedere senza di lei. Non sono due interpretazioni equivalenti dello stesso risultato sportivo. Sono due piani differenti: l’interesse a portare avanti una battaglia giudiziaria e la possibilità concreta di partecipare alla competizione.

È legittimo attribuire valore alla richiesta di un’udienza rapida. Per chi contesta una decisione, arrivare al merito è un obiettivo comprensibile. Ma proprio questa distinzione rende sproporzionato il linguaggio scelto da Antonini. Presentare quel passaggio come una grande vittoria rischia di caricarlo di un significato sportivo che, alla data del pronunciamento, non possiede. Per i tifosi, una dichiarazione trionfale può suggerire che l’ostacolo principale sia stato superato, anche senza un annuncio esplicito di riammissione.

La cautela e il merito hanno funzioni diverse. La prima riguarda la tutela richiesta durante il percorso giudiziario; il secondo affronta la controversia nella sua sostanza. Ottenere un esame non significa ottenere ragione. È questa la distinzione che dovrebbe precedere qualsiasi celebrazione. La disputa riguarda sia l’esclusione sia la revoca dell’affiliazione: la fissazione dell’udienza di merito non annulla nessuno dei due provvedimenti.

FIP e LBA guardano all’effetto che conta per il campionato

La posizione delle istituzioni del basket ha un oggetto diverso e più immediato: la regolare partenza della competizione. Il dato operativo immediato, nella ricostruzione di ANSA, è l’assenza di una riammissione della Trapani Shark. Secondo la nota di FIP e LBA riportata dall’agenzia, la stagione può iniziare secondo i programmi, senza attendere che il presidente consideri conclusa la propria battaglia.

Questo non autorizza a descrivere il giudizio di merito come già deciso. Sarebbe l’errore speculare rispetto al trionfalismo di Antonini: scambiare un passaggio cautelare per la definizione dell’intera causa. La lettura corretta tiene insieme entrambe le cose. All’esito della decisione, la controversia resta aperta e l’esclusione resta efficace. Non c’è bisogno di attenuare la seconda circostanza per riconoscere la prima.