Il terzo successo della Lazio non si spiega soltanto con il gol di A. Gudmundsson all’88’. Si spiega soprattutto con una ripresa da 1,68 expected goals, dopo un primo tempo fermo a 0,20. È lì che cambia Udinese-Lazio, finita 1-2 lunedì 7 settembre: i friulani sbloccano il risultato, i biancocelesti costruiscono abbastanza per rovesciarlo. Il finale premia la squadra che ha prodotto di più, non semplicemente quella che ha trovato l’ultimo episodio favorevole.
La conseguenza è pesante: Lazio terza con 9 punti in tre partite, a punteggio pieno come Roma e Inter, che la precedono in classifica. L’Udinese resta invece decima a quota 4 e incassa la prima sconfitta del proprio campionato. Per i padroni di casa il problema non è essere stati battuti da una squadra ancora senza passi falsi: è una ripresa nella quale il vantaggio iniziale non basta a compensare la maggiore produzione avversaria.
Dallo 0-0 a Karlstrom, il vantaggio che non basta all’Udinese
Il primo tempo termina 0-0 e gli xG descrivono una frazione povera di occasioni di qualità: 0,28 per l’Udinese, 0,20 per la Lazio. Il leggero margine friulano non autorizza a parlare di dominio, ma impedisce anche di leggere questa gara come un assedio biancoceleste durato dall’inizio alla fine. Prima dell’intervallo la superiorità offensiva che deciderà l’incontro non c’è ancora.
Al 49’ arriva il gol di J. Karlstrom, su assist di K. Davis. L’Udinese prende così il vantaggio subito dopo la pausa e mette la Lazio nella condizione di dover inseguire. È il passaggio che definisce la partita: da quel momento il risultato richiede ai biancocelesti qualcosa di molto diverso rispetto alla produzione limitata del primo tempo.
I numeri dell’intera ripresa mostrano un netto miglioramento della Lazio, che passa da 0,20 a 1,68 xG, mentre l’Udinese registra 0,49 dopo lo 0,28 iniziale. Anche i friulani aumentano la propria produzione, ma su una scala nettamente inferiore. La rimonta è coerente con questa crescita offensiva biancoceleste: i dati aggregati dei due tempi, però, non permettono di attribuirla al gol subito né di isolare le occasioni successive al vantaggio.
Frattesi riapre la gara, Gudmundsson completa la rimonta
Il pareggio arriva al 75’: D. Frattesi firma l’1-1 su assist di M. Zaccagni. Per l’Udinese svanisce un vantaggio mantenuto dal 49’, per la Lazio la maggiore produzione della ripresa trova finalmente una traduzione nel punteggio.
All’88’ A. Gudmundsson segna l’1-2, con assist di D. Doekhi. Frattesi e Gudmundsson vincono la giornata sul piano della concretezza: entrambi incidono direttamente quando la Lazio deve recuperare e poi superare l’avversaria.
Il loro peso è evidente nella sequenza dei gol, ma il giudizio sulla prestazione non può fermarsi ai marcatori. La Lazio chiude con 19 tiri contro 10 e con 1,89 xG contro 0,76.
Sei tiri in porta a testa non significano lo stesso attacco
Il dato che potrebbe trarre in inganno è quello dei tiri nello specchio: sei per entrambe. Letto isolatamente suggerisce un equilibrio che il resto delle statistiche smentisce. Gli expected goals assegnano alla Lazio una pericolosità complessiva molto superiore; il numero dei tentativi conferma inoltre un volume offensivo quasi doppio. Centrare la porta con la stessa frequenza non equivale ad arrivare alle medesime possibilità di segnare.
Dai totali risultano circa 0,10 xG per tiro per la Lazio contro 0,08 per l’Udinese: il vantaggio combina quindi un volume nettamente maggiore con una qualità media delle occasioni solo moderatamente superiore.
Nota sui dati: la somma degli xG dei due tempi differisce dai totali di un centesimo: 1,88 contro 1,89 per la Lazio, 0,77 contro 0,76 per l’Udinese, scarti compatibili con arrotondamenti indipendenti.
Il 60% di possesso biancoceleste, contro il 40% dell’Udinese, acquista significato proprio perché accompagnato da quella produzione. La Lazio effettua 540 passaggi, completandone 478; i friulani si fermano a 359, con 292 riusciti. Anche gli angoli, otto contro due, vanno nella stessa direzione. Non basta avere più pallone per meritare una vittoria, ma qui il possesso non resta un dato ornamentale: si associa a più conclusioni e a occasioni complessivamente migliori.
La Lazio resta nel gruppo di testa, l’Udinese interrompe la serie utile
Al fischio finale la Lazio festeggia la terza vittoria consecutiva in campionato, pur avendo incassato con Karlstrom il primo gol della propria Serie A: perde l’imbattibilità difensiva, non la capacità di vincere. Per l’Udinese questo 1-2 segna invece la prima sconfitta in campionato. Gli aggiornamenti della classifica di Serie A restano nel blocco live in fondo alla pagina.
Prima del fischio d’inizio: il nostro pronostico di questa partita, ora verificato con il risultato reale.