Il Lecce ha avuto più pallone, il Cagliari ha costruito molto più calcio pericoloso. È questa la differenza che spiega l’1-0 deciso da D. Maldini al 29’, su assist di J. Fazzini, nella partita di Serie A. Il 57% di possesso dei salentini non ha prodotto una risposta adeguata al vantaggio rossoblù: appena 0,26 expected goals complessivi, dei quali soltanto 0,06 nella ripresa. Il risultato è rimasto quello dell’intervallo, ma non perché le due squadre si siano equivalse dopo il gol.
Maldini al 29’, il vantaggio che decide già il primo tempo
L’episodio che separa le due squadre arriva al 29’: gol di D. Maldini, assist di J. Fazzini. I numeri della prima frazione danno sostanza al vantaggio: il Cagliari produce 0,64 xG, il Lecce 0,20. Non è un divario tale da suggerire una goleada mancata, ma indica già una differenza concreta nella pericolosità delle occasioni. Il primo tempo si chiude sull’1-0, punteggio che resterà invariato fino al termine.
La ripresa smentisce il possesso del Lecce
Nel secondo tempo gli expected goals sono 0,71 per il Cagliari e 0,06 per il Lecce. Il dato più pesante per i salentini è proprio quest’ultimo: la squadra che deve rimontare costruisce ancora meno di quanto avesse fatto prima dell’intervallo. Il vantaggio rossoblù non viene cancellato e, sul piano della qualità delle occasioni, la distanza tra le due prestazioni aumenta.
Il margine è minimo, la differenza offensiva no
Il bilancio finale dei tiri è 20-9, quello delle conclusioni nello specchio 9-3. Anche i calci d’angolo, 7-3, accompagnano il vantaggio del Cagliari nella produzione offensiva. Gli xG complessivi, 1,36 contro 0,26, rafforzano il giudizio: la vittoria rossoblù è sostenuta dalle occasioni, non soltanto dal tabellino.
Il possesso complessivo, 43% contro 57%, potrebbe suggerire una gara prevalentemente controllata dagli ospiti. I passaggi confermano che il Lecce ha fatto circolare di più il pallone: 508, con 419 riusciti, contro i 369 del Cagliari, dei quali 303 completati. Ma far viaggiare il pallone non equivale a mettere in difficoltà l’avversario. In questa partita il volume della circolazione salentina è rimasto nettamente scollegato dalla capacità di arrivare a conclusioni pericolose.
Le otto parate del Lecce, contro le tre del Cagliari, mostrano inoltre che i rossoblù hanno costretto gli avversari a più interventi. Non autorizzano a definire ogni tiro una grande occasione, né descrivono come la pressione si sia distribuita nel corso della partita. Il Cagliari ha generato nettamente più pericolo, ma i suoi 1,36 xG complessivi su 20 tiri invitano a distinguere quantità e qualità: il volume delle conclusioni non va confuso con una successione di occasioni nitide.
Prima del fischio d’inizio: il nostro pronostico di questa partita, ora verificato con il risultato reale.