Top-down view of a soccer field with players during a daytime match.

Lo spareggio salvezza non serve a separare tutte le squadre che chiudono il campionato a pari punti. Interviene soltanto quando la parità coinvolge il confine decisivo tra permanenza in Serie A e retrocessione: il diciassettesimo e il diciottesimo posto. È questa la distinzione che elimina gran parte della confusione.

Il principio è corretto e, a nostro giudizio, più equo di qualsiasi calcolo affidato esclusivamente alla differenza reti. Se due squadre terminano appaiate proprio sulla linea che divide salvezza e Serie B, la stagione viene decisa sul campo con una partita secca. Non contano reputazione, bacino d’utenza o andamento delle ultime settimane: conta lo spareggio.

Fonte normativa: Norme Organizzative Interne della FIGC, testo in vigore nella stagione sportiva 2025/26, articolo 51, comma 6.

La classifica di Serie A può naturalmente mostrare numerose squadre con gli stessi punti. Questo non significa che ogni parità debba produrre una gara aggiuntiva. Lo spareggio è un’eccezione legata a un verdetto specifico, non una procedura ordinaria per compilare tutta la graduatoria.

Quando diventa necessario lo spareggio salvezza

La partita è prevista quando due squadre concludono il campionato a pari punti nelle posizioni che assegnano l’ultima salvezza e la prima retrocessione. In termini pratici, riguarda la parità tra diciassettesima e diciottesima classificata.

Se due club hanno gli stessi punti in zone diverse della graduatoria, l’ordine viene stabilito attraverso i criteri di classifica. Non si disputa quindi uno spareggio soltanto per stabilire chi debba chiudere, per esempio, al dodicesimo o al tredicesimo posto. Serve una conseguenza sportiva diretta: restare in Serie A oppure scendere in Serie B.

Come funziona lo spareggio per la retrocessione in Serie A?

Lo spareggio salvezza si gioca in gara unica. Non è un confronto di andata e ritorno e non assegna vantaggi legati alla somma dei risultati su due incontri. La squadra vincente conserva il posto in Serie A; quella sconfitta retrocede.

Se il punteggio è in parità al termine dei tempi regolamentari, la decisione arriva attraverso i calci di rigore, senza tempi supplementari. Sul piano pratico, l’assenza dei supplementari riduce la durata potenziale della gara e impedisce che il confronto si prolunghi per altri trenta minuti. Il compromesso è chiaro: l’uguaglianza dei punti giustifica un confronto diretto, ma la gara unica aumenta inevitabilmente il peso degli episodi.

Un precedente concreto è Spezia-Verona, disputata al Mapei Stadium l’11 giugno 2023. Il Verona batté lo Spezia 3-1, conquistando la salvezza, mentre lo Spezia retrocesse. La ricostruzione è verificabile nel rapporto ufficiale della partita pubblicato dalla Lega Serie A. È un esempio utile per capire la natura dello spareggio, non la prova automatica di ogni disposizione applicabile alla stagione corrente, che deve essere verificata sul regolamento in vigore.

Dove si gioca e come viene scelta la sede

Lo spareggio viene disputato in campo neutro individuato dalla Lega Serie A, come previsto dall’articolo 51, comma 6, delle NOIF. Non è quindi corretto dare per scontato che la squadra collocata davanti grazie ai criteri di classifica possa ospitare l’incontro nel proprio stadio.

Fermo restando l’obbligo del campo neutro stabilito dalle NOIF, le valutazioni operative competono alla Lega Serie A e, per i profili di sicurezza, alle autorità di pubblica sicurezza. Nell’individuazione dell’impianto assumono rilievo l’idoneità della struttura, l’organizzazione, la gestione dei flussi delle tifoserie e le esigenze di ordine pubblico. La neutralità non può essere soltanto geografica sulla carta: una sede ragionevole deve limitare, per quanto possibile, squilibri logistici troppo marcati.

Non esiste una città da indicare preventivamente per ogni eventuale spareggio. La sede dipende dalle squadre coinvolte e dalle valutazioni organizzative della Lega Serie A. Il quadro temporale generale può essere definito in anticipo, mentre l’impianto viene comunicato quando l’accoppiamento è effettivamente determinato.

Cosa succede se tre o più squadre finiscono a pari punti

Il caso più delicato nasce quando la parità non riguarda soltanto due club. Se tre o più squadre chiudono con lo stesso punteggio attorno alla zona retrocessione, non viene organizzato un torneo supplementare. Si applica la classifica avulsa per ordinare le formazioni coinvolte e identificare le due che devono disputare lo spareggio.

Per la stagione 2025/26, l’articolo 51, comma 6, delle Norme Organizzative Interne della FIGC, testo in vigore nella stagione sportiva 2025/26, stabilisce che, in presenza di più squadre a pari punti nelle posizioni interessate dalla retrocessione, la graduatoria tra i club coinvolti venga formata applicando nell’ordine questi criteri:

  • punti conquistati negli scontri diretti;
  • differenza tra gol segnati e subiti negli scontri diretti;
  • differenza reti nell’intero campionato;
  • numero complessivo di gol segnati;
  • sorteggio, se permane una parità assoluta.

Questi parametri non sostituiscono lo spareggio quando è in gioco la linea tra diciassettesimo e diciottesimo posto. Servono invece a capire quali squadre debbano occuparla e, in presenza di una parità multipla, quali siano le due chiamate a giocarsi la permanenza nella categoria.

A parità di punti chi retrocede in Serie A?

Non retrocede automaticamente la squadra con la peggiore differenza reti generale. Se la parità determina l’ultima salvezza, il verdetto passa dallo spareggio. La differenza reti complessiva entra in gioco più avanti nella sequenza dei criteri, soprattutto quando la classifica avulsa non basta a separare le squadre.

Come si assegna lo scudetto in caso di parità?

La stessa filosofia viene applicata al vertice: quando due squadre terminano appaiate al primo posto, il titolo viene deciso attraverso uno spareggio. Anche qui la finalità è separare due club che hanno ottenuto gli stessi punti quando è in gioco un verdetto essenziale.

Se la parità al primo posto coinvolge tre o più squadre, i criteri applicabili della classifica avulsa vengono utilizzati prima per ridurre a due il numero dei club ammessi allo spareggio scudetto.

La parità che conta ai fini dello spareggio è esclusivamente quella esistente al termine del campionato. Gli eventuali ex aequo registrati durante la stagione non generano alcuna gara aggiuntiva.

Perché la partita secca è la soluzione migliore

Il formato ha un difetto evidente: novanta minuti possono essere influenzati da un episodio più di quanto accada su trentotto giornate. Eppure resta preferibile. Due squadre arrivate allo stesso punteggio sul confine della retrocessione hanno già dimostrato di essere inseparabili secondo il criterio principale della classifica. Chiedere loro un confronto diretto evita che la permanenza in Serie A dipenda soltanto da gol segnati contro avversarie differenti e in contesti non comparabili.

La vera criticità non è lo spareggio, ma la necessità di comunicare rapidamente sede, orario e disposizioni organizzative. Su una gara tanto pesante, la qualità dell’organizzazione deve essere all’altezza della chiarezza della regola.

Verifica finale: accertare la parità di punti sul confine tra diciassettesimo e diciottesimo posto e, se sono coinvolte almeno tre squadre, applicare la classifica avulsa.

Individuate le due partecipanti, resta da attendere l’annuncio della Lega Serie A su sede e organizzazione dello spareggio.