Aerial view of a football match in a sunlit stadium in Manchester.

Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2026

Questa pagina è un approfondimento regolamentare sullo spareggio Scudetto, non la notizia dell’ufficializzazione di una partita. La differenza reti può ordinare una classifica provvisoria, ma non può assegnare il titolo quando due squadre terminano il campionato in testa con gli stessi punti. È questa la distinzione essenziale per leggere correttamente la Serie A: durante la stagione servono criteri che stabiliscano chi occupa il primo posto, mentre alla fine un arrivo a pari punti tra le due migliori apre la strada allo spareggio Scudetto.

Si gioca solo dopo l’ultima giornata, in una data fissata dalla Lega Serie A; finché la parità non è definitiva non esiste una data prestabilita.

L’ultima giornata della Serie A 2025/26 è fissata ufficialmente per il 24 maggio 2026; l’eventuale data dello spareggio verrebbe annunciata successivamente dalla Lega Serie A.

Formato: gara unica

Sede: campo neutro

Durata: 90 minuti

Supplementari: no

Parità: rigori

Tre o più squadre: classifica avulsa per scegliere le due finaliste

Come si assegna lo Scudetto in caso di parità?

Se due squadre chiudono la Serie A al primo posto con lo stesso numero di punti, il titolo viene deciso attraverso uno spareggio. Non basta quindi guardare la differenza reti generale, il numero complessivo di gol segnati o la posizione visualizzata nella classifica di Serie A durante il campionato.

La regola applicabile alla Serie A 2025/26 è contenuta nell’articolo 51 delle Norme Organizzative Interne della FIGC, che disciplina la formazione delle classifiche e lo spareggio per l’assegnazione del titolo.

Regola verificata nell’edizione delle NOIF aggiornata al 6 marzo 2026.

La partita si disputa dopo la conclusione della stagione regolare. La norma stabilisce che lo spareggio si giochi in gara unica, su campo neutro individuato dalla Lega Serie A, alla quale compete anche l’organizzazione dell’incontro. Il confronto dura 90 minuti e, se il risultato resta in parità, l’assegnazione del titolo passa ai calci di rigore, senza tempi supplementari. Questo formato riduce il margine per calcoli e interpretazioni: una partita, un vincitore, uno Scudetto.

È una soluzione severa, perché comprime un’intera annata in un solo appuntamento, ma proprio qui risiede la sua forza. Se due squadre hanno raccolto gli stessi punti, nessuna ha costruito un vantaggio sufficiente per diventare campione attraverso la classifica ordinaria. Serve allora un atto separato capace di rompere l’equilibrio.

Il confronto con il sistema precedente rafforza questa scelta. Prima della modifica introdotta dalla FIGC con il Comunicato Ufficiale n. 250/A del 29 giugno 2022, la parità in vetta veniva risolta attraverso i criteri della classifica avulsa, a partire dai punti negli scontri diretti. Dalla stagione 2022/23 lo spareggio è tornato a decidere il titolo: una soluzione più netta rispetto a un campionato assegnato da un criterio secondario.

La differenza reti assegna il primo posto?

Non quando la parità riguarda il titolo al termine del campionato. La differenza reti resta importante per ordinare le squadre nella classifica corrente e interviene all’interno dei criteri applicabili alle situazioni di parità, ma non sostituisce lo spareggio tra due formazioni appaiate in vetta alla fine della Serie A.

La graduatoria deve necessariamente mostrare un ordine anche quando due o più club hanno gli stessi punti. Quella disposizione provvisoria, però, non significa che la squadra momentaneamente davanti vincerebbe automaticamente lo Scudetto se un’identica parità coinvolgesse due formazioni alla conclusione del torneo.

Per seguire l’evoluzione reale della corsa conviene dunque tenere separati due piani: la classifica di Serie A racconta i rapporti di forza giornata dopo giornata, mentre il regolamento stabilisce come assegnare il titolo se la graduatoria finale non produce una capolista unica.

Cosa succede se tre o più squadre arrivano a pari punti?

La gara decisiva resta riservata a due squadre. Se al primo posto terminano in parità tre o più club, occorre quindi selezionare le due formazioni che accederanno al confronto per il titolo. Entra in gioco la classifica avulsa, costruita considerando le squadre coinvolte nell’arrivo a pari punti.

I criteri seguono un ordine preciso:

  • punti ottenuti negli scontri diretti tra le squadre interessate;
  • differenza reti negli stessi scontri diretti;
  • differenza reti complessiva in campionato;
  • numero complessivo di reti segnate;
  • sorteggio, qualora la parità non venga ancora risolta.

La classifica avulsa non assegna direttamente lo Scudetto nel caso di una parità multipla in testa. Serve a individuare le prime due del gruppo, che si affrontano poi nello spareggio. È un passaggio fondamentale: parlare genericamente di “migliore differenza reti” ignora che prima vengono valutati i risultati maturati all’interno del gruppo di squadre appaiate.

Costruire scenari di classifica avulsa prima che il calendario di Serie A abbia prodotto tutti gli scontri necessari sarebbe poco attendibile. La posizione mostrata durante la stagione rappresenta la graduatoria del momento, ma non anticipa il meccanismo che verrebbe applicato a un’eventuale parità multipla definitiva.

Pari punti in Serie A non significa sempre spareggio

Non ogni parità presente in graduatoria produce una partita aggiuntiva. La regola speciale riguarda l’assegnazione del titolo e, con una procedura analoga nella sua logica competitiva, la permanenza in categoria quando la parità coinvolge la posizione decisiva per la retrocessione. Negli altri casi l’ordine viene determinato attraverso i criteri previsti, a partire dal rendimento negli scontri diretti.

Un calendario supplementare per ogni piazzamento a pari punti sarebbe impraticabile e sproporzionato. La gara decisiva viene riservata ai confini che cambiano radicalmente il significato della stagione: diventare campioni oppure perdere la categoria.

Quando si gioca lo spareggio Scudetto?

Il confronto può esistere soltanto quando l’ultima giornata certifica l’arrivo a pari punti in testa. Prima di quel momento si può parlare di possibilità regolamentare, non di una partita già acquisita. La Lega Serie A stabilisce la data dopo la chiusura del campionato, tenendo conto delle esigenze organizzative.

Non è quindi un incontro da inserire preventivamente tra le partite di oggi come se fosse un turno ordinario: prima devono essere completate tutte le gare utili alla classifica finale. Solo se la vetta resta condivisa a parità di punti si attiva la procedura decisiva.

Perché il campo è una soluzione migliore dei gol accumulati

Misurare la capacità di segnare molto e concedere poco ha un valore tecnico reale, ma non basta per attribuire un trofeo quando i punti sono identici. Calendario, condizioni delle singole partite e ampiezza di alcune vittorie possono produrre distanze numeriche che non coincidono necessariamente con una superiorità negli scontri tra le candidate.

La nostra posizione è netta: decidere il campionato con una partita dedicata è più coerente che consegnare il titolo alla differenza reti. Il formato espone lo Scudetto agli episodi di una singola serata e, in caso di ulteriore equilibrio, alla pressione dei rigori. Eppure resta preferibile, perché fa partire le due contendenti dallo stesso punteggio in una gara decisiva ed evita che pesino più del necessario i gol aggiuntivi segnati mesi prima contro avversarie estranee alla corsa al titolo.