Due gol di D. Vavassori, due assist di D. Johnsen e una rimonta che vale il primo posto. Il Palermo batte il Padova 2-1 nella partita di sabato 19 settembre, dopo essere andato sotto al 7′ e aver chiuso il primo tempo sull’1-1. Il sorpasso arriva all’83’: abbastanza tardi da rendere sofferta la vittoria, ma non da farla passare per un colpo fortunato. I rosanero producono 2,51 expected goals contro 1,18 e trasformano una gara piena di tentativi da entrambe le parti in un successo sostenuto dalla qualità delle occasioni.
Il punto di Matteo · prima della partita
Il duello è tra il palleggio del Palermo e le transizioni del Padova, soprattutto quando i rosanero perdono palla alto. Mi aspetto Palermo avanti: al Barbera la pressione iniziale può indirizzare la gara.
Il punto di Matteo · durante la partita
Il Padova sta punendo le palle perse alte del Palermo e ora difende corto; ai rosanero serve attaccare subito l’area, non altro possesso orizzontale.
Il punto di Matteo · dopo il fischio finale
Il pre-match sulla pressione iniziale ha tenuto: il Palermo ha trovato il 2-1, mentre il Padova ha pagato le palle perse alte nel momento decisivo.
Il quadro dopo la quinta giornata di Serie B 2026/27, con dati aggiornati al 20 settembre, vede il Palermo primo a 13 punti, due davanti a Sudtirol e Mantova. Il Padova è undicesimo a quota 7. Per me il punto centrale è questo: i rosanero hanno meritato la rimonta, ma i venti tiri concessi impediscono di raccontarla come una prova di controllo assoluto.
Pastina cambia subito la partita, Vavassori la riapre prima dell’intervallo
Il primo episodio decisivo va dalla parte del Padova: al 7′ C. Pastina porta avanti gli ospiti su assist di M. Cocchi. Il vantaggio ospite cambia immediatamente il compito dei rosanero, chiamati a inseguire quasi dall’inizio anziché gestire una partita costruita sulla propria partenza.
Il Palermo arriva al pareggio al 44′, quando Vavassori segna su assist di Johnsen. È un momento importante anche per il peso che ha sull’intervallo: il Padova non riesce a portare negli spogliatoi il vantaggio e i padroni di casa evitano di affrontare tutta la ripresa con un gol da recuperare.
L’1-1 di metà gara, però, non racconta da solo quanto prodotto. Nel primo tempo gli xG sono 1,36 per il Palermo e 0,69 per il Padova. I rosanero avevano dunque già costruito occasioni complessivamente più pericolose, senza che questo bastasse a chiudere avanti la frazione. Il pareggio di Vavassori rimette in equilibrio il risultato, non cancella una prima parte nella quale entrambe le squadre hanno trovato spazio per fare male.
Il secondo gol nasce dalla stessa coppia, l’espulsione arriva dopo
All’83’ si ripete la combinazione decisiva: assist di Johnsen e gol di Vavassori per il 2-1. Vavassori firma entrambe le reti della rimonta; Johnsen fornisce entrambi gli assist decisivi. Tutte le marcature del Palermo passano da questa coppia.
Il Padova perde L. Carissoni per espulsione al 90′, quindi quando il risultato è già stato ribaltato. La distinzione conta: il successo rosanero non nasce dalla superiorità numerica. Il Palermo aveva trovato sia il pareggio sia il vantaggio prima del cartellino rosso.
La ripresa decide il punteggio, ma non segna un’impennata della produzione offensiva palermitana. Gli xG dei padroni di casa passano da 1,36 a 1,15; quelli degli ospiti scendono da 0,69 a 0,49. La lettura più convincente è una continuità nella maggiore pericolosità del Palermo, accompagnata da una minore produzione del Padova. Il gol all’83’ premia quella differenza, non un improvviso rovesciamento dei valori della partita.
Quarantadue tiri, ma la qualità delle occasioni separa le squadre
Il possesso, 53% contro 47%, descrive un margine contenuto. Anche il volume dei passaggi, 401 del Palermo con 312 riusciti contro 349 e 271 del Padova, non autorizza a parlare di dominio del pallone. Chi cerca lì la spiegazione principale del 2-1 guarda il numero meno decisivo.
La distanza emerge confrontando tiri e xG. Il Palermo conclude 22 volte, sette nello specchio; il Padova risponde con 20 tentativi, cinque in porta. A un volume quasi equivalente corrispondono però 2,51 xG contro 1,18: le occasioni rosanero valgono complessivamente più del doppio. Dividendo gli xG per le conclusioni, si ottengono circa 0,11 xG per tiro per il Palermo contro 0,06 per il Padova: il tentativo medio rosanero aveva quasi il doppio della probabilità stimata di diventare gol. Gli expected goals non garantiscono un risultato, ma qui aiutano a distinguere la quantità dalla pericolosità.
Il Padova attacca abbastanza, ma non sfrutta il vantaggio
Gli undici calci d’angolo del Padova, contro i sette del Palermo, rafforzano l’immagine di una squadra ospite tutt’altro che assente in attacco. Non bastano però a compensare la differenza nella qualità delle opportunità. Il problema padovano non è aver rinunciato a giocare: i suoi venti tentativi hanno generato soltanto 1,18 xG nell’intera partita.
Resta un avvertimento anche per la capolista. Concedere venti conclusioni significa lasciare all’avversario numerose possibilità, pur di valore medio inferiore alle proprie.
Palermo imbattuto, Padova ancora senza continuità
Il Palermo porta il bilancio a quattro vittorie e un pareggio in cinque gare. Questo successo è un ritorno ai tre punti dopo un pari, non una nuova vittoria consecutiva. I 13 punti e l’imbattibilità sostengono il primato nella classifica di Serie B, con Sudtirol e Mantova entrambe a 11.
Il Padova resta a 7 punti, undicesimo, con due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Il passo indietro arriva dopo un successo: l’alternanza è il limite più evidente, e perdere dopo essere passati avanti rende questa occasione particolarmente pesante.
Per il Palermo, difendere il primato passa ora da un compito preciso: ridurre il volume di conclusioni concesso, senza perdere la qualità offensiva che ha sostenuto la rimonta.
Prima del fischio d’inizio: il nostro pronostico di questa partita, ora verificato con il risultato reale.