Il dato più pesante non è il possesso palla, non sono i tiri e neppure gli expected goals. È lo zero della Fiorentina nella classifica di Serie A: tre partite, tre sconfitte e ultimo posto. Il Torino passa 2-1 sabato 5 settembre, conquista i primi tre punti del proprio campionato e lascia i viola dentro una crisi che i numeri della singola gara rendono ancora più difficile da accettare.
La squadra di casa ha prodotto più occasioni, chiudendo con 14 tiri contro 7 e un dato xG di 1,57 contro 0,63, secondo i dati ufficiali della partita. Ha anche trovato il vantaggio al 47′ con Mateo Pellegrino, servito da Radu Dragusin. Eppure il risultato premia il Torino, capace di ribaltare tutto nell’ultima parte del secondo tempo con Rolando Mandragora al 73′ e Ché Adams all’82’. È una vittoria di efficienza, lucidità e gestione dei momenti decisivi. Per la Fiorentina, invece, è il segnale di una squadra che crea abbastanza per ottenere di più ma tra il 73′ e l’82’ non sa proteggere ciò che ha costruito.
Il primo tempo senza gol prepara una partita diversa
Lo 0-0 dell’intervallo racconta una prima metà nella quale il Torino ha fatto circolare di più il pallone. I granata hanno terminato l’incontro con il 60% di possesso, 549 passaggi complessivi e 486 riusciti, mentre la Fiorentina si è fermata al 40%, con 350 passaggi e 291 completati. Non è stato però un dominio offensivo: nel primo tempo gli xG erano 0,46 per i viola e appena 0,15 per gli ospiti.
Questa distanza è importante perché separa la maggiore circolazione del pallone dalla reale pericolosità. Il Torino ha mosso molto di più la sfera, ma prima dell’intervallo non lo ha trasformato in una produzione offensiva proporzionata. La Fiorentina, pur accettando di avere meno possesso, aveva generato qualcosa in più. Lo 0-0 non premiava nessuna delle due, ma lasciava intravedere un margine viola nelle situazioni capaci di avvicinare davvero la porta.
La distribuzione dei tiri conferma la stessa lettura su tutta la gara: 14 conclusioni della Fiorentina, 6 nello specchio, contro le 7 del Torino, di cui 4 in porta. I padroni di casa hanno costretto il portiere avversario a 4 parate; dall’altra parte ne sono servite 2. La differenza non è stata quindi nella quantità del lavoro offensivo, ma nella sua conversione.
Pellegrino apre, Mandragora e Adams cambiano il verdetto
Il secondo tempo ha deciso la partita fin dall’immediata uscita dagli spogliatoi. Al 47′ Mateo Pellegrino ha portato avanti la Fiorentina su assist di Radu Dragusin. Quel gol avrebbe dovuto spostare la pressione sul Torino, obbligandolo a trasformare il proprio possesso in occasioni più concrete. È accaduto, ma senza una crescita enorme nella produzione: gli xG granata della ripresa sono stati 0,48, contro l’1,11 della Fiorentina.
Nel complesso della ripresa, i viola hanno generato più xG, ma non hanno chiuso l’incontro. Il Torino, al contrario, ha estratto due reti da una produzione offensiva limitata. Al 73′ Rolando Mandragora ha firmato l’1-1 su assist di Eray Comert. Nove minuti più tardi, all’82’, Ché Adams ha completato la rimonta, servito da Rafik Belghali.
Due gol in nove minuti hanno cancellato quanto la Fiorentina aveva costruito. Definire immeritata la vittoria granata sarebbe troppo semplice: gli xG favoriscono chiaramente i viola, ma una partita si vince anche colpendo quando l’avversario perde presa. Il Torino lo ha fatto con quattro conclusioni nello specchio e due reti; la Fiorentina ha pagato una conversione peggiore proprio nella sequenza tra il 73′ e l’82’.
I cinque calci d’angolo del Torino contro i tre viola accompagnano il dato sul maggiore possesso e sui passaggi completati dagli ospiti, mentre i falli, 13 della Fiorentina e 9 degli ospiti, descrivono una gara nella quale i padroni di casa hanno dovuto interrompere più spesso il gioco avversario.
Il Torino è concreto, la Fiorentina ha un problema reale
Il Torino sale al 14° posto con 3 punti dopo tre giornate. Il bilancio è ora di una vittoria e due sconfitte, con una forma V-P-P considerando per prima la partita più recente. Non basta per cancellare le difficoltà iniziali, ma la rimonta di Firenze cambia il tono della partenza: i granata hanno finalmente raccolto un risultato pieno e lo hanno fatto in una gara nella quale non erano stati superiori per volume di occasioni.
La Fiorentina resta invece 20ª a zero punti, insieme a Venezia e Genoa nella zona retrocessione. Il bilancio di tre sconfitte su tre e la forma P-P-P non consentono attenuanti. Gli xG possono spiegare che il 2-1 non rispecchia perfettamente le occasioni prodotte, ma non possono assolvere una squadra che era avanti al 47′ e si è fatta rimontare con due reti nell’ultimo quarto di gara.
La differenza più netta sta nell’esecuzione: il Torino ha segnato con 2 dei 4 tiri nello specchio, mentre la Fiorentina ha trasformato soltanto 1 delle 6 conclusioni indirizzate verso la porta. I granata hanno sfruttato metà delle proprie occasioni nello specchio; i viola ne hanno convertita una su sei.
La classifica rende urgente la prossima risposta
La classifica di Serie A non lascia spazio a letture rassicuranti per la Fiorentina. Al momento della pubblicazione i viola sono ultimi, senza vittorie e senza punti dopo aver già disputato tre gare. Prima di ragionare sugli obiettivi stagionali, serve interrompere la sequenza di sconfitte.
Prima del fischio d’inizio: il nostro pronostico di questa partita, ora verificato con il risultato reale.