Il 6-3, 7-6, 7-6 di Alexander Zverev contro Karen Khachanov e il 4-6, 6-3, 6-3, 7-5 di Ben Shelton contro Frances Tiafoe portano gli US Open a una finale che riguarda Jannik Sinner anche senza averlo in campo. ESPN riporta i risultati delle semifinali; Al Jazeera ricostruisce il percorso di Shelton, compreso il successo nei quarti su Alcaraz, campione uscente. Per la prima volta nel 2026, una finale Slam maschile non comprende né Sinner né lo spagnolo.
Il punto di Lorenzo · dopo il fischio finale
Shelton chiude il derby sul break: Tiafoe si arrende con un doppio fallo dopo aver resistito nel quarto. Il punto di svolta resta quel game infinito del terzo sulle seconde di Tiafoe, dove il rovescio di Shelton non perdona. Prima finale Slam, contro Zverev: il mancino arriva col braccio caldo.
Il punto di Lorenzo
Stasera sull’Ashe Sabalenka–Rybakina: cemento corto, servizi pesanti, e Sabalenka che vuole imporre il ritmo sporco. Domenica Zverev–Shelton: il mancino arriva dal break sul doppio fallo di Tiafoe e dal game infinito del terzo; Sascha cerca il secondo Slam del 2026, Shelton di spezzare il digiuno americano dal 2003.
Per Sinner la posta in gioco riguarda la Race, non il primato immediato nel ranking ATP, dove il margine dell’azzurro resta superiore a 5.000 punti. Per Shelton, invece, la finale è l’opportunità di completare con il titolo un percorso passato dall’eliminazione del campione uscente. Sono questi i due piani su cui leggere la partita, senza attribuirle conseguenze più ampie di quelle sostenute dai risultati.
Quotidiano.net indica Zverev-Shelton per domenica 13 settembre alle 20:00 italiane, sul cemento degli US Open.
Race e ranking ATP raccontano due cose diverse
Secondo il calcolo riportato da Quotidiano.net, Zverev è a pari punti con Sinner in testa alla Race: vincendo la finale lo supererebbe nella graduatoria stagionale, senza sottrargli il numero uno ATP; vincendo Shelton, invece, il tedesco non realizzerebbe quel sorpasso e l’americano completerebbe con il titolo il percorso che comprende il successo su Alcaraz.
La Race somma i risultati della stagione 2026. Il ranking ATP utilizza invece una finestra mobile di 52 settimane. Non sono due modi intercambiabili di misurare lo stesso momento: la prima isola il rendimento dell’anno, il secondo tiene insieme un arco temporale differente. Per questo la parità nella Race riportata può convivere con un distacco superiore a 5.000 punti nel ranking.
Il possibile cambio al vertice della graduatoria stagionale è una conseguenza sportiva importante, non una variazione cosmetica. Ma trasformarlo in un attacco immediato al numero uno ATP significherebbe confondere le classifiche e attribuire alla partita un effetto che non ha.
Zverev ha vinto in tre set, ma gli ultimi due sono stati vicini
Il successo su Khachanov presenta un contrasto utile per leggere la finale. Zverev ha vinto senza cedere set, ma gli ultimi due parziali sono passati dal tie-break. Il punteggio complessivo è netto; la separazione negli ultimi due set è minima. Il doppio 7-6 racconta due parziali rimasti in equilibrio fino alla loro fase decisiva, non un dominio continuo del tedesco. È la distinzione da conservare: il 3-0 nei set premia Zverev, ma non basta per attribuirgli automaticamente una superiorità tecnica su Shelton.
Shelton non è soltanto l’ostacolo al sorpasso su Jannik
Ridurre Shelton al ruolo di arbitro della Race sarebbe una lettura troppo italiana della partita. Il suo percorso contiene l’eliminazione di Alcaraz e una semifinale ribaltata dopo aver perso il primo set contro Tiafoe. Il 4-6 iniziale non è rimasto il modello dell’incontro: Shelton ha vinto i tre parziali successivi, chiudendo il quarto 7-5.
Shelton è arrivato in finale superando anche una situazione di svantaggio. Zverev ha chiuso due set sul margine del tie-break; il suo avversario ha dovuto cambiare la direzione del punteggio. Sono credenziali differenti, entrambe pertinenti a una finale che potrebbe richiedere adattamenti.
Per Shelton il successo su Alcaraz ha già un valore competitivo. Il titolo gli permetterebbe di completare quel percorso, anziché lasciare l’eliminazione del campione uscente come il suo passaggio principale. La rimonta contro Tiafoe rende particolarmente riduttivo trattarlo soltanto come l’avversario da cui dipende la posizione di Sinner: si è guadagnato una finale che ha un peso proprio, prima ancora delle sue conseguenze sulla Race.
Un nuovo leader della Race nello scenario riportato, oppure Shelton campione dopo aver eliminato Alcaraz: la finale mette in palio questi due esiti, non il numero uno ATP di Sinner.
