La ricostruzione attribuita a Sky Sport, tuttocremonese.com e calciocremonese.it riferisce dell’esonero di Marco Giampaolo dalla Cremonese la sera del 1° settembre, poche ore dopo il 2-0 sul Parma al Tardini in Coppa Italia, e del ritorno di Fabio Pecchia, l’allenatore della promozione in Serie A del 2022. Nello stesso racconto, Giampaolo era subentrato a Davide Nicola a marzo ed era stato confermato nonostante la retrocessione. Questa vicenda resta distinta dal quadro di campionato 2026/27 esaminato più avanti.
Il punto di Matteo · dopo il fischio finale
Poker lariano a Marassi e Kean subito decisivo dall’ingresso: Fabregas è già solo in alto. Il Genoa di De Rossi resta a zero — peggior avvio da decenni.
Vincere e perdere la panchina nella stessa serata: il paradosso della Cremonese racconta quanto poco possa pesare una partita nella valutazione di un allenatore. Non considero questa scelta assurda soltanto perché arriva dopo un successo. La considero, però, una decisione che obbliga il club a dimostrare di avere una diagnosi più profonda del semplice cambio di nome.
Richiamare Pecchia può essere una scelta tecnica sensata, ma il ricordo della promozione non è una soluzione tecnica. La differenza la faranno i problemi che riuscirà a correggere, non quelli che il suo ritorno permette momentaneamente di mettere in secondo piano.
La vittoria non assolve Giampaolo, l’esonero non assolve il club
Il successo in coppa non basta a convalidare la gestione di un allenatore. Il punto debole della sequenza riportata non è dunque l’impossibilità di licenziare un tecnico dopo una vittoria. È il contrasto fra la fiducia concessa dopo una retrocessione e la rapidità con cui quella fiducia si esaurisce all’inizio del nuovo percorso.
Se si conferma un tecnico, si dovrebbe riconoscere una compatibilità tra le sue idee e la squadra. Interrompere tutto così presto impone una domanda alla dirigenza, prima ancora che all’allenatore: che cosa si pensava di poter costruire insieme? Non serve conoscere le discussioni interne per individuare questa contraddizione. Confermare e poi correggere immediatamente la scelta sono due atti della stessa gestione.
Leggo il caso Cremonese come un esempio della durezza con cui nel calcio italiano viene amministrata la fiducia: nemmeno un successo mette al riparo dalla sostituzione. Ma essere spietati non significa automaticamente essere lucidi. La tempestività è un merito solo se il rimedio affronta la causa del problema.
I numeri del campionato restano un quadro separato
Nel quadro di Serie B 2026/27 riportato, dopo la terza giornata la Cremonese è tredicesima con 3 punti. Il percorso comprende la sconfitta per 1-0 a Empoli, lo 0-3 interno contro il Modena e la vittoria per 3-1 sul Padova. Bisogna separare con precisione i due bilanci: lo zero in classifica e nei gol segnati appartiene alle prime due gare, non al rendimento complessivo delle tre partite. Il successo sul Padova resta qui non attribuito a un allenatore, senza collegarlo al cambio in panchina.
Il risultato più pesante resta per me quello contro il Modena. La Cremonese ha subito tre reti in casa e non ne ha segnata nessuna: è il passivo più ampio fra le tre gare riportate.
Il 3-1 al Padova merita invece un giudizio positivo netto: ha interrotto entrambe le carenze iniziali, punti e gol. Non lo trasformerei però in una certificazione di guarigione. Le tre reti segnate in campionato sono tutte concentrate in quella partita. Il passo successivo è distribuire la produzione offensiva su più incontri, senza dipendere da una sola giornata riuscita.
Pecchia deve recuperare un metodo, non riprodurre un ricordo
Tornando alla vicenda della panchina, il ritorno dell’allenatore della promozione offre alla Cremonese qualcosa di comprensibile: un riferimento associato a un percorso vincente. È un vantaggio rispetto a una scelta del tutto estranea alla storia recente del club. Può rendere più immediata l’accettazione del nuovo progetto, ma non garantisce che i calciatori di oggi rispondano come quelli di allora.
Attribuire ogni difficoltà a Giampaolo sarebbe comodo quanto dichiarare risolto tutto con Pecchia. La responsabilità del nuovo tecnico è migliorare il rendimento; quella del club è dare sostanza alla scelta, dopo avere prima confermato e poi esonerato il suo predecessore. Il richiamo di un allenatore conosciuto non cancella quella contraddizione: rende ancora più importante la chiarezza del progetto tecnico.
Cesena offre la prossima occasione per dare continuità ai gol
Nel distinto quadro del campionato 2026/27, il calendario di Serie B riportato propone il 12 settembre la trasferta contro il Cesena, nono con 5 punti. Il distacco è di due punti: abbastanza per dare peso al confronto, troppo poco per descrivere le squadre come appartenenti a dimensioni diverse. La classifica di Serie B rende evidente quanto il quadro sia ancora mobile.
Tutte e tre le reti della Cremonese sono arrivate contro il Padova. Cesena offre la prossima occasione per dare continuità alla produzione offensiva: è questo il dato da seguire, senza collegare la partita alla gestione Pecchia.